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Paolo Gentiloni

Il Governo va avanti a colpi di fiducia blindando il parlamento e rencdendo vano il dibattito politico. Su tutti i temi importanti e sulle leggi a rischio, l’esecutivo pone la questione di fiducia con continui atti di forza e schiaffi alle Camere. In poche ore lo ha fatto per le norme sui vaccini e per il decreto di salvataggio delle banche venete. E forse si apprresta a farlo anche per lo ius soli.
In particolare per quanto riguarda le banche venete la scelta di porre il voto di fiducia ha scatenato la gazzarra alla Camera. Anche perché il dibattito su altre modifiche era assai vivace, anche internamente al Pd. Così invece è saltata l’intera proposta avanzata dal relatore, Giovanni Sanga (Pd), di una stretta sulla responsabilità dei manager e un ampliamento della platea dei risparmiatori delle due venete che possono accedere al rimborso forfettario delle obbligazioni subordinate. Il tutto tra le proteste dei deputati d’opposizione, con i grillini che hanno innalzato un enorme striscione con la scritta “ladri di risparmi” e “No al ricatto delle banche”, innalzando decine di salvadanai di ceramica con dentro delle monetine che hanno fatto risuonare in Aula.
Ma laddove la fiducia non dovesse porla il governo, sarà lo stesso Pd a farla. E lo si capisce da un post preparatorio di Matteo Orfini sullo ius soli. Se la cosiddetta riforma della cittadinanza non scalda più molto il cuore di Gentiloni, che sa che troverà le barricate dentro e fuori l’aula, ma persino nella sua spuria maggioranza, il partito di Renzi ha pur sempre il problema di dover strizzare l’occhio a sinistra. E infatti, ecco Orfini: “Una delle ragioni per le quali abbiamo scelto di portare a compimento questa legislatura è che c’erano leggi urgenti da approvare. Una di queste è quella sullo ius soli. Tutti noi abbiamo assunto l’impegno ad approvarla – scrive su Facebook il presidente Pd, Matteo Orfini – ma c’è chi vuole impedirlo in ogni modo, in nome di una visione becera, antistorica e, in alcuni casi, razzista. Per quanto ci riguarda, sui diritti non si media: se serve la fiducia per sbloccare la situazione, la si metta”.