Paolo Villaggio è morto questa mattina all’età di 84 anni al Policlinico Gemelli di Roma dove era ricoverato da qualche giorno.
Con un post su Facebook e una commovente foto in bianco e nero, la figlia di Paolo Villaggio, Elisabetta, ha annunciato la perdita del padre.
Villaggio era nato a Genova il 30 dicembre 1932. E’ stato per molti anni un grande interprete televisivo prima e cinematografico poi.
Durante la metà degli anni cinquanta si unisce alla Compagnia Mario Baistrocchi di Genova, attiva fin dal 1913 e composta da attoti e ballerini non professionisti, di solito ex studenti. Le rappresentazioni messe in scena avevano spesso intenti di satira politica, prendendo di mira consiglieri e assessori locali, non trascurando comunque quelli di livello nazionale. Dopo anni di cabaret e a seguito della scoperta di Maurizio Costanzo, Villaggio debutta nella trasmissione radiofonica Il sabato del Villaggio in cui racconta in prima persona le storie fantasiose e stralunate di un tragicomico impiegato: terreno su cui fioriranno, di lì a poco, le avventure del ragionier Ugo Fantozz. Il 4 febbraio 1968, esordisce in televisione, conducendo il programma d’intrattenimento Quelli della Domenica dove ha modo di far conoscere, da una parte, un tipo di comicità strettamente “fisica”, come nel caso dell’aggressivo e sadico Proferros Franzi tedesco di Gdermania e dall’altra il suo primo personaggio umiliato e sottomesso: Giandomenico Fracchia.
Arrivano altre esperienze televisive: nella ‘Domenica senza impegno’ con Cochi e Renato, Villaggio è ancora Fracchia, stavolta seduto sulla scivolosa ‘poltrona a sacco’. E’ qui che battezza il repertorio di frasi fantozziane: da “Com’è umano, lei!”, a “Mi ripeta la domanda!”. Poi Canzonissima, Gran Varietà, e la radio.
Mentre bazzica il cinema con Montesano e Lionello, sempre a partire dal 1968 comincia a pubblicare racconti sull’Europeo, tutti tratti dai monologhi delle sue trasmissioni. Fantozzi diventa centrale e accanto a lui compaiono gli storici compagni di avventura: la remissiva moglie Pina, la bruttissima figlia Mariangela, il collega Filini, la fiamma Silvani e vi dicendo. Nel 1971 Rizzoli pubblica l’opera prima di Fantozzi: venderà oltre un milione di copie.