Il presidente francese Emmanuel Macron stravince alle elezioni legislative in Francia. Secondo le proiezioni di Elabe, a En Marche! vanno tra i 395 e i 425 seggi su 577, ai Republicains tra i 95 e i 122, ai socialisti tra i 27 e i 35, alla Sinistra radicale tra i 10 e i 16, al Front National tra i 4 e i 6. Secondo l’istituto Ipsos, invece, En Marche! si fermerebbe a 355 seggi, i Republicains sarebbero a 125, il Partito socialista a 49, la France Insoumise di Jean-Luc Melenchon a 30, il Front National a 8.

Dati da minimi storici per l’affluenza alle urne. Alle 17 infatti aveva votato il 35,3% degli aventi diritto, secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno francese. La scorsa settimana, per il primo turno, alla stessa ora aveva votato il 40,7% mentre alle ultime legislative del 2012 il 46%.

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Gli elettori francesi hanno dato “una chiara maggioranza al presidente della Repubblica e al governo” ha commentato il primo ministro francese Edouard Philippe. “Questa maggioranza avrà una missione: lavorare per la Francia”, ha detto Philippe.

Quanto all’affluenza flop, “l’astensione non è mai una buona notizia per la democrazia, e il governo la interpreta come un vincolo a fare bene. E’ arrivato il momento di lavorare. Questa maggioranza sarà compatta dietro al governo per tradurre in realtà il programma del presidente”.

Il segretario generale del Partito socialista francese, Jean-Christophe Cambadélis, si è dimesso dopo il tonfo alle elezioni. “La sconfitta della sinistra non può essere sottovalutata”, ha dichiarato, sottolineando che occorre dare il via a “un nuovo ciclo”, che abbia al centro “stato sociale e l’espansione di libertà individuali”.