Per arginare la crisi del gruppo editoriale i 50 milioni promessi da Confindustria non sono sufficienti. Per questo dovranno arrivare altri soci pronti ad allargere i cordoni della borsa. E in vista dell’assemblea dei soci del 28 giugno ci si chiede chi possano essere.
Già nei mesi scorso si disse che per rimettere in sesto Il Sole 24 Ore ci sarebbero voluti tra i 100 e i 130 milioni, cioè più del doppio di quanto sarebbe nelle disponibilità di Viale dell’Atronomia. Solo il bilancio 1016 dell’editrice ha chuiso con una perdita di 93 milioni una perdita operativa netta di 21 e un patrimonio netto negativo per 38.
Quindi? Quindi è iniziata la ricerca di partner che siano graditi a Confindustria.
Da sempre cià linteresse di Assolombarda che anche di recente col nuovo presidente carlo Bonomi ha ricordato esser pronta “a dare tutto il sostegno necessario perché il Sole torni ad avere solidità finanziaria ed efficienza gestionale”, ma subito dopo ha smorzato l’entusiasmo di chi auspica una soluzione del genere, aggiungendo di non avere ricevuto alcuna richiesta di intervento da Viale dell’Astronomia e precisando che Il Sole 24 Ore appartiene “a Confindustria, non ad Assolombarda”.
E Assalombarda, diciamolo, non pare troppo gradita a Roma.
Più gradito, invece, Francesco Gaetano Caltagirone patron del Messaggero, del Mattino, del Gazzettino ecc, ecc. Per lui tifano ’ex numero uno di Confindustria Luigi Abete, presidente di Bnl, e il direttore generale dell’associazione, Marcella Panucci, entrambi consiglieri d’amministrazione del Sole 24 Ore.