urna-elezioniProporzionale e soglia al 5%. Sono questi i due punti cardine della legge elettorale che approderà martedì in aula a Montecitorio. Un iter che potrebbe sfilare consensi in corso d’opera e che parte da due punti fermi: una maggioranza larga sul ssistema tedesco e la volontà del Pd di andare al voto anticipato in autunno. L’emendamento Fiano, che riscrive il testo base ‘trasformando’ il Rosatellum in un modello tedesco, prevede l’adozione di un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 5%. Si tratta, tuttavia, di un tedesco all’italiana con elementi di diversità rispetto al sistema che viene usato in Germania.
La prima differenza, è che i candidati nei collegi vengono eletti in modo proporzionale e non in modo maggioritario come in Germania: non scatta, infatti, il candidato più votato ma i parlamentari vengono eletti con una distribuzione proporzionale. “Un sistema – viene spiegato – simile a quello delle province”. Ci saranno 303 collegi per la Camera e 150 per il Senato mentre le circoscrizioni proporzionali saranno 26. I listini bloccati saranno composti di 2 – 4 nomi per ogni circoscrizione, mentre nei collegi c’è un solo candidato.
L’elettore può dare un solo voto e quindi non c’è la possibilità di voto disgiunto (come in Germania). Viene confermata inoltre la ripartizione tra una quota di 50% seggi uninominali e 50% proporzionale con liste bloccate. Per quanto riguarda la pluricandidature: un candidato si può presentare in un collegio uninominale e al massimo in tre listini bloccati. Previste anche le quote di genere: nei listini bloccati devono esserci alternanza di genere, mentre riguardo i candidati nei collegi uninominali “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60%, con arrotondamento all’unità più prossima”.