stragemigranti“No alla creazione di corridoi umanitari” gestiti autonomamente dalle ong: tale compito spetta agli Stati o agli organismi internazionali. Le ong che soccorrono i profughi devono poi essere certificate e la loro presenza in mare deve essere fin dall’inizio coordinata dalla Guardia costiera italiana. Queste le principali indicazioni della relazione approvata all’unanimità dalla commissione Difesa del Senato e illustrate dal presidente Nicola Latorre.
Inoltre per non disperdere “preziosi elementi di prova”, sarebbe opportuno consentire “l’intervento tempestivo della polizia giudiziaria contestualmente al salvataggio da parte delle Ong”, si legge nella relazione della commissione Difesa del Senato. Dalle audizioni dei procuratori siciliani, ha spiegato il presidente Nicola Latorre, “è emerso che i satellitari vengono buttati in mare se i soccorsi sono fatti dalle navi militari, mentre nel caso di intervento di navi delle organizzazioni, i telefonini vengono recuperati per essere riutilizzati in altre traversate. E in alcuni casi, quando il soccorso è fatto dalle organizzazioni umanitarie, soggetti libici prelevano il motore del barcone per riusarlo”.
Intanto l’Ue lancia il suo ultimatum. “Gli Stati che non hanno ancora accolto” richiedenti asilo da Italia e Grecia, “o quelli inattivi da quasi un anno”, inizino i trasferimenti “entro il prossimo mese”, si legge nella dodicesima relazione sui ricollocamenti. “Se non lo faranno, a giugno” la Commissione discuterà sulla possibilità di aprire le procedure di infrazione. Ungheria, Austria, e Polonia non hanno ancora accolto un singolo profugo, mentre la Repubblica Ceca è inattiva da quasi un anno.