Vittorio Feltri nella redazione di Libero

Libero in crisi di vendite ripensa le proprie strategie editoriali puntando sul rafforzamento della redazione di Milano e del digitale e sulla chiusura della redazione romana, composta da 14 redattori.
Queste le principali novità contenute nel piano editoriale che il direttore di Libero, Pietro Senaldi, ha illustrato alla redazione. “E’ di vitale importanza per mantenerci sul mercato una ristrutturazione pesante che comporti un’ulteriore ottimizzazione dei costi e una riorganizzazione del lavoro, con ricollocazione di molte professionalità”, si legge nel piano editoriale.
Le vendite del quotidiano diretto da Vittorio Feltri negli ultimi mesi ha pesantemente perso lettori che si sono riversati o sul Giornale o su La Verità il quotidiano diretto daMaurizio belpietro e sul quale scrivono molte “firme” che hanno lasxciato Libero.
“Lo sforzo è imponente e richiede di accorpare tutte le risorse. Pertanto è improrogabile la chiusura della redazione romana, nell’evidente impossibilità di assumere nuove risorse su Milano e seguendo la logica di cambiamento del prodotto e dell’organizzazione sopra illustrata”.
“I redattori scriveranno sul sito nei rispettivi settori di competenza”, si spiega nello specifico. “Sono incoraggiati blog e spazi personali. Il coordinamento dei contributi dei redattori spetta all’ufficio centrale e ai capi settori. Auspicabile, a testa, almeno un pezzo al giorno e uno alla settimana lavorato”. Per quanto riguarda i social si precisa che solo lì “possono essere postati, nei tempi da concordare con la direzione, gli articoli che vengono pubblicati sul cartaceo di Libero. Si tratta di materiale giornalistico professionale di esclusiva proprietà di Libero. Il che significa che la pubblicazione sui social personali dei giornalisti vìola il contratto di esclusiva, visto che consentirebbe a Facebook ecc. di fare soldi sui nostri articoli al posto nostro”.