Kori Ali Muhammad

Tre morti, “tre uomini bianchi”, nella città di Fresno, in California. Sono stati uccisi dal 39enne Kori Ali Muhammad che avrebbe sparato nel nucchio per colpire a caso. Lui stesso il giorno prima avrebbe già ucciso una guardia giurata all’ingresso di un Motel 6 sempre a Fresno, portando il bilancio a quattro morti, secondo la ricostruzione del giornale locale Fresno Bee. Ma il capo della polizia ha poi smentito collegamenti col terrorismo, dichiarando che l’uomo voleva “uccidere quante più persone possibile”, anche se inizialmente la “firma ideologica” aveva fatto pensare a un assalto jihadista: infatti Muhammad ha urlato “Allah Akbar” ai poliziotti che lo stavano arrestando. La strage avrebbe potuto essere più massiccia perché Muhammad ha sparato anche contro altri passanti: il guidatore di un camion della P&G (utility elettrica californiana), e un passante nella zona centrale tra Miranda Street e Van Ness.
I tre morti invece sono stati tutti abbattuti nel parking della Catholic Charities, un’associazione filantropica cristiana. La polizia locale non ha voluto subito qualificare la sparatoria mortale come un “atto terroristico”. Tuttavia ha chiamato in azione l’Fbi, più attrezzata per questo tipo di crimini.
Un primo esame del passato di Muhammad ha rivelato un tweet con la stessa invocazione “Allah Akbar” (cioè “Dio è grande” in arabo). Inoltre la sua pagina Facebook secondo gli inquirenti esprime “odio per i bianchi e ostilità verso lo Stato”. Tutti questi dettagli tendono ad avvalorare la pista islamista, anche se su queste definizioni si scatena spesso una battaglia politico-ideologica.

Finita invece la caccia al cosiddetto “killer di facebook” Steve Stephens, il 37enne di Cleveland che ha ucciso un uomo postando poi le immagini su Facebook, si è suicidato a Erie, in Pennsylvania. Lo ha confermato la polizia di Stato su Twitter, spiegando che l’uomo si è sparato dopo un breve inseguimento a bordo dell’auto con la quale era fuggito dopo il delitto.