Soluzione all’Italiana per sciogliere il nodo dell’acquisizione dei cantieri di Saint-Nazaire. Il colosso italiano avrà una quota del 48% per soddisfare almeno formalmente le pretese del governo di Parigi che lo voleva al disotto del 50%. Ma gli italiani avranno comuqnue la maggioranza. Infatti un altro 5/6% del capitale sociale sarà acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste. Il governo di Parigi resterà nel capitale con un pò più del 33%, mentre la francese Dcns entrerà nella compagine azionaria con circa il 12%.
Salvata la forma, resta la sostanza.
Soddisfatto il governo francese. “Fincantieri presenta un progetto ambizioso per i cantieri di Saint-Nazaire”, ha spiegato: “punta a rafforzare i cantieri nel core business e anche nella diversificazione delle energie marittime”. Presenta “inoltre garanzie per l’impiego” ha detto il segretario di Stato all’industria, Christophe Sirugue.
Ancora più soddisfatti gli italiani. “Sono molto soddisfatto della decisione del governo francese di dare il via libera all’acquisizione di STX da parte di Fincantieri. Con la partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste la quota italiana nella società francese arriva al 54%. E’ un grande successo della cantieristica italiana. È la dimostrazione che le grandi imprese italiane che hanno investito sulla competitività e la credibilità internazionale possono conseguire posizioni di leadership in settori strategici per l’economia globale. Se da un lato gli investimenti stranieri in Italia possono dare un contributo alla crescita, dall’altro ritengo molto importante che ci sia più Italia all’estero’’, ha dichiarato in una nota il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan.
Fincantieri l’anno scorso ha registrato 4,43 miliardi di ricavi con un aumento del 5,9% grazie soprattutto all’area di business navi da crociera (che incidono per il 44%), un margine operativo lordo positivo per 267 milioni e un utilenetto di 25 milioni. Gli investimenti sono ammontati a 224 milioni, di cui 80 milioni in attività immateriali e 144 in immobili, impianti e macchinari. Sempre a fine esercizio il portafoglio ordini ammontava a 24 miliardi, con uno sviluppo delle commesse in portafoglio previsto fino al 2026.