Paolo Gentiloni

Paolo Gentiloni

E’ una corsa contro il tempo quella avviata dal Governo. Occorre un decreto per evitare il referndum cotro i voucher già fissato per il prossimo 28 maggio.
Negli intenti dell’esecutivo c’è un notevole depotenziamento dello strumento voucher esteso dal Jobs Act e limitarlo all’uso familiare-domestico. Da una riunione a Palazzo Chigi tra il premier Paolo Gentiloni, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano è emersa l’intenzione di far arrivare il testo trasformato già venerdì in Consiglio dei ministri in un decreto legge ed entrerebbe così subito in vigore.
La tabella di marcia dovrebbe procedere celermente: entro oggi iol Pd in commissione presenterà emendamenti che recepiscono le nuove indicazioni del governo; il testo poi modificato sarà fatto proprio dal governo e poi la parola passera alla Camera e al Senato per la conversione. A quel punto la Commissione potrebbe annullare il referendum perché, di fatto, ne cadrebbe la sua motivazione.
Intanto, Matteo Renzi, prende le distanze perché se dovesse andare in porto la consultazione referendaria e dovesse vincere il sì, sarebbe una seconda debacle difficile da reggere, soprattutto in vista primarie. E allora, l’ex premier, si smarca: “Non sono stati una mia invenzione – avrebbe confidato ai suoi fedelissimi – ma sono stata un’invenzione dei governi di sinistra”. Sarà, ma di fatto con il Jobs Act si è avuta un’impennata fuori controllo dell’utilizzo dei buono lavori. Ecco perché il governo ha in mente un decreto per depotenziarli e riportali almeno ai livelli precedenti al 2014.