Maxi retata nel Napoletano. Settanta arresti sono stati eseguiti questa notte su richiesta della Dda di Napoli (procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, sostituti Maurizio Giordano, Alessandro D’Alessio, Luigi Landolfi, Catello Maresca e Gloria Sanseverino) per accuse che vanno dalla turbativa d’asta ai reati di criminalità organizzata. Tra le persone finite agli arresti domiciliari c’è Adele Campanelli, dal 2010 alla guida della Soprintendenza Archeologica. In carcere è finito il politico Pasquale Sommese, consigliere regionale della Campania in quota Ncd ed ex assessore al Turismo, già indagato per la gestione di appalti sospetti.  Secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbe prodigato per garantire il finanziamento per un appalto nel comune di Cicciano con fondi regionali di opere pubbliche progettate da un imprenditore a sua volta indagato. La contestazione per Sommese riguarda l’affidamento del servizio di direzione, misurazione e contabilità, assistenza al collaudo nonché coordinamento sicurezza in fase di esecuzione dei lavori e per l’affidamento delle opere inerenti l’intervento “Le Porte dei Parchi” a Francolise, Alife, Rocca d’Evandro e Calvi Risorta. Il consigliere regionale Sommese e un suo fidato collaboratore sarebbero intervenuti  come referenti di due società per garantire il finanziamento con fondi regionali delle opere pubbliche progettate da una società napoletana. Oltre che per Sommese, il gip ha disposto il carcere anche per suo fratello.
Questa mattina, un’ordinanza bis è poi stata notificata all’imprenditore Alessandro Zagaria, già detenuto in un carcere di massima sicurezza dal luglio scorso proprio per la vicenda di Palazzo Teti. Arrestato insieme all’ex sindaco Biagio Di Muro, è ritenuto l’«anello di congiuntura» tra la politica e il clan dei Casalesi.
Come detto, l’inchiesta delegata alla Guardia di Finanza del comando provinciale di Napoli si basa su una serie di appalti che sarebbero stati truccati a suon di mazzette e infiltrazioni camorristiche in ambienti politici e imprenditoriali.  Oltre che a Santa Maria Capua Vetere, gli appalti finiti nel mirino della Dda sono stati banditi per i comuni di Piedimonte Matese, Riardo, Casoria, Cicciano ed Alife e riguardano molti beni di interesse storico e archeologico.
Filo conduttore tra la prima parte dell’inchiesta e la retata di questa mattina la “faccendiera” Loredana Di Giovanni, di Mugnano di Napoli. La donna è nota per aver portato voti a Sommese durante l’ultima campagna elettorale per le Regionali. Il suo ruolo, emerge dalle indagini, sarebbe stato quello di consegnare tangenti ai politici per conto degli imprenditori. Dall’aprile dello scorso anno, momento in cui è finita ai domiciliari, sta collaborando con la procura.
In manette anche alcuni sindaci tra i quali i primi cittadini di Aversa, Riardo e Pompei e l’ex sindaco di San Giorgio a Cremano.  Coinvolto anche ex sindaco di Casapulla, Ferdinando Bosco. E Claudio Borrelli, direttore Adisu.