La sede del Sole 24 Ore in viale Monte Rosa a Milano

Situazione in drammatica evoluzione al Sole 24 Ore. Mentre si attendono le dimissioni del direttore responsabile che si è autosospeso il quotidiano di Confindustria continua a non essere in edicola per lo sciopero ad oltranza dei giornalisti.Roberto Napoletano ha formalizzato la sua richiesta di autosospensione con una lettera inviata al consiglio di amministrazione del Gruppo editoriale, ma potrebbe rassegnare le dimissioni già oggi.

Il cda procederà alla nomina di un direttore reggente, che molte indiscrezioni indicano nel vice-direttore Alberto Orioli. Non è detto però che la soluzione basti a far tornare al lavoro la redazione, in sciopero ad oltranza. Infatti il cdr del giornale ha ribadito in un comunicato che” la gravità della situazione determinatasi negli ultimi giorni non consente di ricorrere a soluzioni pasticciate che non comportino l’effettiva uscita del direttore Roberto Napoletano dal giornale”. Nei giorni scorsi Napoletano è stato iscritto nel registro degli indagati, per l’ipotesi di false comunicazioni sociali, insieme agli ex vertici (presidente e amministratore delegato) del gruppo.

Intanto è emerso un documento riservato su una buonuscita milionaria per i. direttore Napoletano nel caso in cui venisse licenziato. E’ stato siglato il 5 febbario 2015 dall’allora presidente della società editrice, Benito Benedini senza che il consiglio d’amministrazione, il collegio sindacale e gli azionisti ne sapessero alcunché.  Redatto Dall’avvocato Giacinto Favalli, dello studio Trifiròprevedeva, tra ltaltro che “In caso di recesso da parte della società non sorretto da giusta causa o da giustificato motivo, la società sarà tenuta a corrispondere al dott. Napoletano, in aggiunta all’indennità sostitutiva del preavviso prevista dal contratto nazionale di lavoro, a titolo di indennizzo, e, comunque, di importo transattivo relativo alla risoluzione del rapporto,…una somma lorda forfettaria e onnicomprensiva pari a 36 mensilità della sua retribuzione lorda fissa (ad oggi pari a euro 750.000 lordi su base annua)”. In sostanza, in caso di licenziamento senza giusta causa l’azienda avrebbe dovuto versare a Napoletano una buonuscita pari a tre anni di stipendio lordo, ovvero 2 milioni 250mila euro, in aggiunta all’indennità sostitutiva del preavviso e al Tfr maturato dal 15 marzo 2011.

Occorre dire, comunque che, in seguito, Roberto Napoletano rinunciò a qualsiasi pretesa derivante da tale scrittura privata.