Nella foto AFP l’immagine plastica della nuova Ue a due velocità

Il futuro ci riserverà un’Europa a due velocità: una, di Serie A, con i Paesi più ricchi e economncamente più forti e l’altra, di Serie B, con quelli più deboli e che arrancano,. Inutile dire che l’Italia finirà in serie B.
E’ quanto si è deciso al vertice di Versailles cui hanno preso parte i capi il presidente francese Francois Hollande, il premier spagnolo Mariano Rajoy e la cancelliera tedesca Angela Merkel e il nostro Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
E proprio il nostro premier annuncia la decisione che ritiene positiva. “Perché – afferma- è giusto e normale che i Paesi possano avere ambizioni diverse e che l’Unione possa dare a queste ambizioni diverse risposte diverse, mantenendo un progetto comune”.
“Le scelte che l’Ue deve fare sono anzitutto sul terreno economico e sociale. Abbiamo bisogno di un’Europa sociale, che guardi alla crescita e agli investimenti”, aggiunge durante le dichiarazioni alla stampa. “Abbiamo bisogno di un’Europa in cui chi rimane indietro non consideri l’Europa come una fonte delle proprie difficoltà, ma come una possibile risposta alle proprie difficoltà, e non siamo ancora a questo livello”.
Merkel, in vista del vertice di Roma, apre ancora ad un uso più esteso nell’Ue dello strumento della cooperazione rafforzata, più conosciuta come ‘Europa a due velocità’, sottolineando che queste cooperazioni più intense tra alcuni Paesi su determinati temi devono essere inclusive, “aperte”, e non “chiuse”, esclusive.
“Dobbiamo avere il coraggio di accettare -dice- che alcuni Paesi vadano avanti più rapidamente di altri. Queste cooperazioni rafforzate devono rimanere aperte a coloro che sono un pochettino più indietro, non devono essere una cosa chiusa per coloro che sono un po’ indietro. Però dobbiamo poter andare avanti. Serve un’Europa più coerente, più forte, che preservi le diversità regionali e le tradizioni, una diversità – conclude – che può essere una forza”.
Hollande evidenzia che “l’unità” dell’Europa “non significa uniformità. Per questo chiedo che ci siano delle nuove forme di cooperazione per dei progetti nuovi, delle cooperazioni differenziate, che facciano in modo che alcuni Paesi possano andare più veloci e più lontano, in campi come la difesa, la zona euro approfondendo l’unione economica e monetaria, come l’armonizzazione fiscale e sociale, come la cultura, come gli scambi a livello della gioventù”.
Occorre, continua Hollande, “che alcuni Paesi possano andare più forti e veloci senza che gli altri siano lasciati da parte, ma senza che altri possano opporsi. E’ quindi molto importante che mostriamo della solidarietà a 27, ma ugualmente una capacità di avanzare a ritmi differenti tra i Paesi che compongono l’Ue a 27”.
“L’Ue deve guardare lontano: la Spagna è disposta ad andare più in là nell’integrazione con tutti quelli che intendono proseguire nell’integrazione”, dice Rajoy. “A partire da lì – continua Rajoy – ci sono alcuni ambiti in cui credo possiamo lavorare: politica estera e di difesa; politica di immigrazione più integrata; lavorare più a fondo e insieme in materia di sicurezza interna e lotta contro il terrorismo. In ultimo, a medio termine, approfondire l’unione economica e monetaria”.