La Svezia esplode, ma non si può dire

Scontri nel quartiere di Rinkeby a Stoccolma

Scontri nel quartiere di Rinkeby a Stoccolma

Tutti a prendere in giro Donald Trump per la gaffe sull’attentato a Stoccolma che non c’è mai stato. Perà poi il Presidente tutti i torti non li aveva. Sì, perchè in molte aree della Svesia, a cominciare dalla capitale Stoccolma il rapporto tra svedesi e immigrati sta diventando esplosivo.
Ma che l’accoglienza disordinata e la mancanza di un sistema di integrazione funzionante abbiano reso Stoccolma un modello in negativo è verissimo. Ma ammetterlo, per un Paese che si autodefinisce “superpotenza umanitaria”, è molto difficile.
Problemi, e anche gravi, sia nella vapitale che nelle altre città. A Stoccolma è esplosiva la situazione anel quartiere di Rinkeby, noto anche come “Piccola Mogadiscio” per la forte rpesenza di immigrati soprattutto somali on soggetti anche legati alla fazione jihadista Al-Shabaab. Qui è esplosa una violenta rivolta contrto la polizia intervenuta per arrestare alcuni spacciatori di stupefecenti.
Rinkeby è una delle 53 “aree vulnerabili” menzionate lo scorso anno in un rapporto della polizia svedese, zone , si legge sul sito del governo di Stoccolma, che “sono diventate sempre più colpite dal crimine, dall’insicurezza e da sommosse sociali”. Il governo rifiuta la definizione di “no go zone” utilizzata dalla pubblicistica di destra ma ammette che “in alcune di queste aree la polizia ha incontrato difficoltà a svolgere il proprio dovere”.
La situazione è ancora più tesa a Malmo, la città portuale che è spesso il primo punto di arrivo per chi chiede asilo in Svezia dove forte è la biolenza delle gang composte anche da immigrati di 12 -15 anni.
Problemi crea a Upsala la comunità afghana che si è resa responsabile di vari crimini tra cui ripetuti stupri.
Prima del recente giro di vite, la Svezia era il Paese europeo che accoglieva più rifugiati in assoluto rispetto alla popolazione. Solo nel 2015 oltre 160 mila persone (in arrivo principalmente da Iraq, Siria e Afghanistan) sono giunte in Svezia per chiedere asilo, un numero enorme per una popolazione residente di appena dieci milioni di abitanti. Stoccolma è fiera della sua immagine di patria dei diritti civili e per questo tende a tacere i gravi problemi esistenti.
Il fatto è che il modello di integrazione proposto dal governo svedese è del tutto fallito. Il paese non riesce ad accogliere manodopera poco qualificata e per questo sempre più immigrati restano disoccupati e senza alcuna prospettiva. Il che contribuisce ad alimentare rabbia che sfocia anche in violenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Do NOT follow this link or you will be banned from the site!