Maria Elena Boschi in un mare di gay

Maria Elena Boschi

Maria Elena Boschi

Il servizio delle Iene sui finanziamenti della Presidenza del Consiglio ad associazioni legate agli ambienti omosessuali che hanno portato al defenestramento di Francesco Spano dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, sarebbe solo la punta dell’iceberg della lobby Lgbt insediatasi a Palazzo Chigi alle dipendenze di Maria Elena Boschi.
Sarebbero almeno quattro i gay che riferiscono alla potente sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio e che la consigliano su assegnazione di fondi e di poltrone.
Intendiamoci, si tratta di tutti uomini esperti di legge e conoscitori della macchina burocratica e amministrativa.
Tra tutti si è parlato molto, perchè la sua nomina a responsabile dei rapporti religiosi ha fatto storcere il naso a molti, di Benedetto Zacchiroli nonostante fosse gay dichiarato e avesse definito la Chiesa cattolica «retrograda».
Di Spano, costretto alle dimissioni per aver assegnato 55mila euro di contributo all’associazione gay cui lui stesso era iscritto, si è già detto. Anche lui, comunque aveva ottime frequentazioni “curiali”. Laureato in legge, docente di diritto ecclesiastico, ex attaché di Giuliano Amato e Giovanna Melandri, Spano vanta ottime frequentazioni curiali. Sotto Natale è andato in visita ufficiale dal cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, a perorare la causa dei rom. E si è fatto vedere con l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, non senza farsi ricevere, il 16 dicembre scorso, dal cardinale Angelo Scola a Milano.
Questi sono i due più noti. Ma altri ce ne sono nelle segrete stanze di Palazzo Chigi dove si muovono con grande perizia aqcusisendo sempre maggior potere.

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