Grandi vini: La Versa acquisita da Oltrepò e Cavit

Dopo il fallimento dichiarato lo scorso luglio torna a vivere la storica casa vinicola La Versa. Tutto merito di un accordo tra cooperative che porta all’acquisizione di La Versa, nome storico della tradizione spumantistica dell’Oltrepò Pavese, da parte della newco Valle della Versa. La nuova società, costituita al 51% da Terre D’Oltrepò e al 49% da Cavit, si è imposta all’asta del 20 febbraio con un’offerta di 4,2 milioni di euro.
Il piano di rilancio del brand passa dunque attraverso i progetti del primo player vinicolo pavese, Terre D’Oltrepò, nato nel 2008 dalla fusione tra la Cantina Sociale Intercomunale di Broni e la Cantina di Casteggio, e il sesto gruppo nazionale per fatturato 2015, Cavit, con dieci cantine sociali e 4.500 viticoltori associati che rappresentano il 60% della produzione trentina. I primi commenti dei due azionisti della newco, legati da rapporti consolidati di collaborazione commerciale, sono di legittima soddisfazione. “Si tratta di un’operazione strategica – afferma in una nota Andrea Giorgi, presidente di Terre D’Oltrepò – e di grande importanza per la valorizzazione e il rilancio dell’intero territorio dell’Oltrepò pavese alla luce del nuovo corso intrapreso dalla nostra cantina. In questo contesto, abbiamo identificato in Cavit il partner ideale, non soltanto dal punto di vista finanziario, ma soprattutto per le consolidate competenze gestionali”. Gli fa eco il presidente di Cavit, Bruno Lutterotti: “Siamo lieti di poter contribuire con la nostra esperienza tecnica e manageriale a questa operazione di rilancio, esempio di come ‘fare sistema’ nel mondo cooperativo e di creare valore per i soci viticoltori.”

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