Fallito il tentativo di acquisizione del Corriere della Sera a Andrea Bonomi sembra non esser passata la voglia di possedere un quotidiano tutto solo. Così è dato tra i possibili nuovi grandi azionisti del Sole 24 Ore. Un’eoprazione che sarebbe sostenuta da Assolombarda (la potente associazione degli industriali milanesi) ma non da Confindustria cui il quotidiano economico e finanziario appartiene. Così ha fatto sapere di esser pronto ad acquisire una quota di circa il 10% dell’editrice del quotidiano e delle riviste specializzate. Una quota solo apparenteente minoritaria vista la rigida regola che impone agli azionisti singoli di non superare il 2%.
Secondo i soliti bene informati dietro a Bonomi ci sarebbe proprio l’Assolombarda che da tempo sarebbe interessata al controllo del quotidiano di via Monte Rosa. Tanto che già nei mesi scorsi avrebbe proposto proprio a Confindustria di rilevare l’editfrice e tutto il suo pesante indebitamento.
Ma la cosa è assolutamente sgradita sia al numero uno di Confidustria, sia a altri industriali e associazioni territoriali. In particolare Vincenzo Boccia e Luigi Abete, da tempo del CdA del Sole, vedono come il fumo negli occhi il passaggio del maggior quotidiano finanziario italiano sotto la maggior associazione territoriale.
A questo punto abbiamo da una parte l’azienda con i nuovi manager in trincea, che diffida dell’azionista Confindustria al punto dal tenerlo ai margini dei processi decisionali aspettando che apra generosamente il portafoglio. Dall’altra Boccia che non vuol sentir parlare di cambi di sorta finché non verrà definito l’aumento di capitale.
Un ruolo di primo piano lo giocano le banche creditrici in particolare Intesa che è quella presso cui c’è il maggior indebitamento. La stessa cui sim rivolse proprio Bonomi per tentare la xscalata a Rcs e che gli disse no.