Storace e Alemanno fanno il nuovo partitino

Alemanno e Storace alla nascita del nuovo movimento

Alemanno e Storace alla nascita del nuovo movimento

Se il Pd marcia spedito verso la scissione, a destra, almeno, si tenta di riunire. Così Francesco Storace e Gianni Alemanno uniscono le loro formazioni in un nuovo soggetto politico.
Così con l’elezione all’unanimità di Alemanno segretario e Storace presidente, con Roberto Menia vice segretario, i 1500 delegati al congresso fondativo al Marriott Park Hotel perfezionano la nascita nel panorama politico della formazione ‘sovranista’, che si richiama alla destra nazionale, fin nel simbolo che stilizza la Fiamma del vecchio Msi.
Radici, insomma, e scommessa sul futuro: vincere le prossime elezioni con il centrodestra unito, come ha detto Gianni Alemanno nella relazione conclusiva. All’appello all’unità hanno aderito Fi, Idea, Popolari per l’Italia, Idea e anche la Lega, anche se Giancarlo Giorgetti ha messo in chiaro che “ci vuole chiarezza” perché va evitato il rischio “ammucchiata”, finalizzata a entrare in Parlamento, ma che sarebbe una mancanza di rispetto al popolo se poi l’alleanza, in  particolare con Fi, si traducesse “come immagina Berlusconi nel governare con Renzi”.
Alemanno rilancia l’invito alla creazione di un vero e proprio ‘Polo sovranista’ del centrodestra. Del quale ha declinato i punti di riferimento in termini politici, economici, e internazionali. Visto dal sovranismo di destra, significa guerra al “politicamente corretto”, denunciato come un paraocchi concettuale imposto “dalle multinazionali ai popoli”, in quell’alleanza tra liberismo economico-finanziario e vecchio internazionalismo di sinistra che “cancella confini e identità”. E invece, ha rivendicato l’ex sindaco di Roma “la democrazia è un fatto nazionale, legato a confini e interessi nazionali”, ha affermato, ricordando il generale De Gaulle.
E quindi, stop ad una presunta democrazia transnazionale da traduzione simultanea, quale si vede in questa Unione Europea che, nella babele dei linguaggi, lascia campo libero alla tecnocrazia. Difesa, dunque, della produzione nazionale, contro lo shopping di imprese italiane da parte dei  fondi sovrani cinesi, e dell’identità nazionale, rivalutando l’importanza della cittadinanza come elemento identitario degli italiani.
La base di partenza, insomma, è fissata, ed è aperta a tutti gli alleati del centrodestra in vista dell’appuntamento elettorale che si dà per scontato sarà tra un anno: “Uniti potremo vincere le elezioni e salvare l’Italia” è stata la certezza espressa da Alemanno. Restano da vedere i tempi e i contenuti della risposta dei ‘fratelli separati’ di Fdi.

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