I resti degli italiani infoibati

Oggi è il Giorno del ricordo dei martiri delle foibe. Delle centinaia di migiaia di italiani che, a guerra finita, vennero uccisi dalle truppe di Tito e dei moltissimi altri che vennero cacciati dalle loro case perchè una parte d’Italia fu presa dalla Jugoslavia comunista.
Il 10 febbraio è stato scelto, a partire dal 2005, dal Parlamento italiano come “il Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriano-dalmati, costretti ad abbandonare le loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, a seguito della sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Le foibe sono grotte carsiche, con un ingresso a strapiombo, dove i partigiani comunisti titini gettarono, tra il 1943 e il 1945, più di 3000 italiani. Il totale complessivo delle vittime “infoibate” è di 80.000, per lo più croati e sloveni, considerati nemici del progetto perseguito da Tito di una federazione comunista jugoslava sotto la leadership di gruppi dirigenti di origine serba.
Come ogni anno, anche questa volta non mancano le polemiche su una giornata che ricorda una tragedia per tanti anni negata. Pesano le assenze alle amnifestazioni delle massime cariche dello Stato. Mattarella non sarà presente, anche se ha detto che prossimamente ricevere una delegazione dei familiari delle vittime e dei profughi giuliano dalmati.
A parte le polemiche, però, non mancano le manifestazioni a ricordo.
Studenti, delle scuole di ogni ordine e grado, accompagnati dagli insegnanti e insieme ai tanti componenti delle Associazioni degli Esuli, dalle 11 sono nell’Aula di palazzo Montecitorio, in occasione della celebrazione del giorno del ricordo delle Foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata.
Alla presenza del presidente del Senato, Pietro Grasso e con l’intervento introduttivo della presidente della Camera, Laura Boldrini, la manifestazione – trasmessa in diretta da Rai2, dal canale satellitare e dalla webtv della Camera – è aperta dall’esecuzione dell’inno nazionale da parte dell’orchestra dell’i.S. G. Moscati di Sant’Animo e del coro dell’istituto comprensivo statale Giovanni XXIII, diretti dal maestro Donato De Simone. La cerimonia terminerà con l’esecuzione dell’Inno alla gioia (Inno europeo).