Per Raggi nuova inchiesta mentre i 5Stelle fanno le liste dei giornalisti sgraditi

Luigi Di Maio e Virgina Raggi

Luigi Di Maio e Virgina Raggi

Mentre Virginia Raggi viene di nuovo indagata (e tre!) per la vicenda dell’incarico a Salvatore Romeo, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio fa le liste di proscrizione dei giornalisti sgraditi al Movimento. Il tutto con il corollario dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Paolo Berdini, che definice il sindaco “Un’incompetente circondata da una corte dei miracoli”.
Ogni giorno la tragicommedia pentastellata riserva nuove sorprese.

“Oggi ho consegnato al presidente dell’Ordine dei giornalisti la lettera” per denunciare “la campagna diffamatoria nei confronti del M5S”, che “deve finire”, annuncia su Facebook il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5s), pubblicando la lettera inviata al presidente dell’Odg, Enzo Iacopino.
Immediata la replica della Fnsi, il sindacato dei giornalisti: “Liste di proscrizione sono tentativo per screditare categoria”.
Con un atto di inusitata gravità, dunque, il Movimento del comico genovese ha conmpilato una lista di giornalisti sgraditi.
Si tratta di Emiliano Fittipaldi (L’Espresso), Fiorenza Sarzanini (Corriere della Sera), Carlo Bonini (La Repubblica), Alessandro Sallusti (Il Giornale), Elena Polidori (QN-Carlino-Nazione-Giorno), Valentina Errante e Sara Menafra (Il Messaggero) ed Edoardo Izzo (La Stampa).
Per ora questi i primi nomi. Ma non è detto che non ne vengano aggiunti altri.
Secondo la Federazione della Stampa la nuova uscita di DFi maio sarebbe determinata dall’esigenza di distrarre il pubblico sui guai del Movimento. Guai che continuano a provenire da Virginia Raggi che risulta indagata in concorso con Salvatore Romeo per abuso d’ufficio in relazione alla nomina del suo fedelissimo a capo della segreteria, nell’agosto dell’anno scorso. La sindaca dunque, oltre ad essere sotto indagine per la nomina del fratello di Raffaele Marra – per la quale deve rispondere pure di falso -, ora è implicata anche nel passaggio di Romeo da funzionario nel Dipartimento Partecipate, con stipendio di 39 mila euro annui, alla guida della sua segreteria, con un salario di quasi 120 mila euro. Stipendio poi sceso a 93 mila per l’intervento dell’Authority anticorruzione (Anac).

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