Unicredit chiude il 2016 con 12 miliardi di perdita

La sede centrale di Unicredit a Milano

La sede centrale di Unicredit a Milano

Unicredit condiziona i mercati finanziari Ieri Piazza Affari ha chiuso con una perdita del 2,95%. A pesare è stata la brutta performance dei titoli bancari e in particolare la forte frenata di Unicredit sul cui titolo hanno pesato le incertezze sui conti.  In serata, a mercati chiusi, la banca ha rilasciato una nota in cui fa chiarezza sugli aspetti che hanno tenuto banco durante la giornata. Dopo la riunione del Cda di oggi ha fatto sapere che i risultati preliminari del quarto trimestre 2016 sono stati influenzati da poste non ricorrenti per circa 12,2 miliardi da attribuire a svalutazioni e rettifiche. Inoltre l’istituto ha preso in considerazione una serie di ulteriori svalutazioni una tantum, derivanti principalmente da ulteriori svalutazioni del Fondo Atlante, pari a circa a 1 miliardo. A causa di queste spese straordinarie la banca prevede di registrare una perdita netta di 11,8 miliardi. L’istituto ha comunque precisato che senza queste poste non ricorrenti il risultato economico netto del gruppo nel 2016 sarebbe stato positivo. I risultati preliminari consolidati dell’esercizio 2016 saranno sottoposti all’approvazione del Cda e comunicati il 9 febbraio 2017.
Intanto c’è attesa per l’aumento di capitale da 13 miliardi annunciato già nel dicembre scorso. Secondo indiscrezioni l’operazione sarà anticipata di qualche giorno e dovrebbe partire già lunedì prossimo, 6 febbraio, invece che il 13 febbraio, in modo da non sovrapporla con l’eventuale operazione Generali-Intesa. La forchetta di prezzo sarà decisa a metà settimana. A preoccupare gli operatori sono però anche alcuni dettagli sul piano che sono emersi dal Documento di Registrazione depositato oggi alla Consob mentre l’attenzione torna anche sui crediti deteriorati (Npl). La Bce ha chiesto a UniCredit, così come ad altre banche, di presentare entro il 28 febbraio una strategia su questi crediti, insieme a un piano operativo per affrontare il tema.
Con Unicredit ritorna la tensione su tutto il settore bancario. Pesante è stato il tonfo per Ubi che ha perso quasi il 7%. Male anche Intesa Sanpaolo (-3%), Mediobanca (-2,68%), Generali (-3,18%). Bper ha ceduto il 4,8%, Banco Bpm il 4%.
Il rosso contagia tutto il listino. In netto ribasso anche i petroliferi con Eni che retrocede del 2,5%, Saipem del 6,7% e Tenaris del 4,9%. Male anche Fiat che lascia sul terreno il 3,3%.
Anche lo spread Btp/Bund risente del cattivo andamento della Borsa. Il differenziale sale di oltre 10 punti base rispetto a venerdì e tocca quota 186 pb. Il rendimento del decennale è al 2,35%, massimi dal luglio 2015.

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