Massimo D’Alema, Matteo Renzi

La due giorni di Rimini che ha riunito gli amministratori locali del PD ha mostrato in tutta la loro evidenza le fratture interne al partito e ha dato vigore alla fronda antirenziana. Con Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, che attacca Matteo Renzi come principale responsabile delle divisioni che stanno animando il Partito democratico.
Intanto a Rimini Renzi ha preso atto di aver sbagliato “a non difendere elementi chiave che per me è di centrosinistra, di sinistra, di eguaglianza” Una sorta di risposta a chi lo contesta per aver provocato una “rottura con il nostro popolo”.
Ma l’attacco pià duro al segretario arriva da Massimo D’Alema che ieri ha riunito i suoi a Roma e ha lanciato il movimento “Consenso”. Nei prossimi giorni nascerà un coordinamento nazionale, mentre in tutte le province cresceranno sedi locali. Un lavoro di radicamento sul territorio che assomiglia molto alla costruzione di un partito anche se gli uomini più vicini a D’Alema assicurano che così non è. «E’ solo uno strumento per tenere viva la grande mobilitazione nata attorno ai Comitati per il No. E serve per riorientare l’asse del centrosinistra su temi come lavoro e diseguaglianze», spiega Piero Latino, uno degli uomini macchina, sul palco sabato al Frentani. Trecento i comitati già nati, con una concentrazione più forte nel Sud e una militanza che «per circa la metà è fatta da persone non iscritte al Pd che hanno sempre votato a sinistra».
Il neonato movimento riunisce accanto a D’Alema l’avvocato Guido Calvi che ne è il presidente.  Con loro i deputati Davide Zoggia, Nico Stumpo e Danilo Leva sono già pienamente operativi nella struttura del movimento dalemiano, insieme agli europarlamentari Massimo Paolucci, Antonio Panzeri e Flavio Zanonato.
Primo atto politico chiedere il congresso del PD. Per stanare Renzi e i suoi.
Sul dibattito interno al Pd, oggi interviene anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Pd, Graziano Delrio. “Si cerca sempre di banalizzare il messaggio di Renzi: perchè D’Alema non discute del fatto che Renzi è andato in Europa e ha preteso di mettere la parolina crescita davanti a stabilità? Non capisco perchè quando parla Matteo Renzi tutto diventa roba da bar e quando parlano altri ci troviamo di fronte a grandi analisi. Ci vuole più rispetto, io credo”.