Virginia Raggi ha paura e si pensa al dopo

L’inchiesta della magistratura romana spaventa Virginia Raggi. Il sindaco non risparmia battute ma è evidente che la sua posizione si stia facendo di ora in ora più difficile.E mentre smentisce le voci di una possibile trattativa con la Procura di Roma si chiude nel silenzio dicendosi pronta a riferire solo ai magistrati

Patetica la difesa che della Raggi fa beppe Grillo: “Virginia Raggi ha adempiuto ai doveri indicati dal nostro codice etico  informando tempestivamente il Movimento e i cittadini dell’invito a comparire che ha ricevuto l’altro giorno”; il comico non appare neppure minimamente sfiorato dal fatto che probabilmente il suo sindaco ha infranto un altro codice ben più importante: quello penale.

Intanto contro la Raggi è nuovamente scesa in campo Roberta Lombardi, l’avversaria storica dche  sta lavorando a questo scenario a Roma: auto-sospensione della sindaca, specialmente se la situazione giudiziaria si rivelerà (come sembra), seria e non risolvibile a breve.

Ma l’autosospensione è solo una delle ipotesi sulle quali si ragiona.

Davide Casaleggio avrebbe a convinto Grillo che la Raggi vada difesa assolutamente, perché se crolla lei crolla tutta l’impalcatura. Di auto-sospensione si parlerà solo se arriverà il rinvio a giudizio. Il secondo problema è che Roberta Lombardi è isolata. Il fronte dei dissidenti, è ancora vastissimo, ma non ha in realtà una strategia comune. Fico è, al solito, indeciso. Fa una dichiarazione critica su Trump, ma non ha pronta una vera azione parlamentare coordinata di attacco. Paola Taverna è assai determinata (forse la più determinata), ma anche lei deve calibrare perché a Milano hanno perso la pazienza. Il terzo problema è nei fatti: Grillo simpone di star zittie tutti si adeguano (Lombardi a parte finchè dura).

Il problema è poi che la difesa ad oltranza della raggi sta crendo molti malumonri all’interno del movimento. C’è chi non tollera gli evidenti doppiopesismi e il buonismo pro Raggi quando altri, per molto ma molto meno, in passato sono stati fatti fuori.

Se ne fa interprete il sindaco di Quarto, in provincia di Napoli, Rosa Capuozzo, che nel 2016 fu espulsa per il no al diktat  del Direttorio di dimettersi dopo un’indagine che coinvolse il Comune. E ora ha qualcosa da ridire per la “protezione” del Movimento verso la Raggi: “Rosa Capuozzo non è Virginia Raggi. Io, parte lesa in un’indagine, fui isolata e nessuno pensò, come è accaduto per Roma, di cambiare addirittura lo Statuto. Quarto e i suoi cittadini furono abbandonati. Sono solidale con Virginia ma il Movimento di oggi è lontano dalla base. Il pensiero unico è preferito sulla Rete, nessun dissenso è consentito” ha aggiunto, spiegando anche che “nel caso specifico di Roma, Grillo ed il direttorio, si sono mossi in anticipo cambiando lo statuto e restando, nonostante le contraddizioni, al fianco del sindaco Raggi”.

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