Per la prima volta un team di scienziati americani ha sviluppato un embrione che è parte maiale e parte umano. L’esperimento è destinato a far discutere e ha portato alla realizzazione di un embrione ibrido, una chimera. La ricerca ha comportato l’iniezione di cellule staminali umane nell’embrione di un maiale, poi impiantato nell’utero di una scrofa per permettendogli di crescere. Dopo quattro settimane, le cellule staminali si erano sviluppate nei precursori di vari tipi di tessuti, inclusi cuore, fegato e neuroni, e una piccola parte del maiale in sviluppo era composta da cellule umane.

In uno studio pubblicato qualche giorno fa su ‘Nature’, un team internazionale di ricercatori aveva dimostrato che gli organi destinati ai trapianti possono essere coltivati in embrioni chimera parte topo e parte ratto. Gli scienziati sono stati in grado di far crescere un pancreas di topo in un embrione di ratto, trasferendolo poi in topi diabetici e alleviandone la malattia senza innescare una risposta immunitaria. Ma quando poi si passa all’uomo scattano dilemmi etici importanti.

Lo studio è il risultato di quattro anni di lavoro su qualcosa come 1.500 embrioni di maiale. Si tratta di animali ideali per le ricerche sulle chimere, dice il coautore Pablo Ross dell’University of California a Davis. I loro organi hanno dimensioni analoghe a quelli umani, ma si sviluppano più in fretta. I ricercatori hanno usato vari tipi di staminali per i loro esperimenti. La strada è ancora lunga, ma per i ricercatori questo approccio non è più fantascienza: sta diventando realtà.