Rosy Bindi e il GM del GOI Stefano Bisi

E’ determinata la presidente della Commissione parlamentare antimafia a vederci chiaro nei rapporti tra Massoneria e organizzazioni criminali. Così Rosy Bindi ha chiesto gli elenchi degli iscritti alle varie obbedienze massoniche (in Italia sono molte, alcune note altre no) per valutarli e verificare.
Ma potrebbe avere anche un secondo fine la presidentessa: vedere se dagli elenchi possa sbucar fuori qualche importante iscritto al Pd per farne oggetto di battaglia politica all’interno del suo partito.
Fatto sta che il confronto tra Commissione Amtimafia e Massoneria è aperto e sta trasforandosi sempre più in uno scontro.
Sì, perchè i massoni non hanno nessuna intenzione di dare gli elenchi.
E’ un problema di privacy ha detto subito Stefano Bisi, Gran Maestro del Grand Oriente d’Italia (GOI), l’obbedienza più numerosa con oltre 23mila iscritti. E lo stesso sta sostenendo Antonio Binni, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, quella che ammette anche le donne.
Più consiliante il Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fabio Venzi. Rispondo positivamente, a nostra tutela soprattutto, a questa richiesta”,ha mandato a dire alla Bindi. La sua obedienza conta circa 2.500 iscritti.
Sta di fatto, però, che le due obbedienze più numerose sembrano voler resistere e non consegnare spontaneamente gli elenchi.
Soprattutto temono che si torni al clima da caccia alle streghe dei tempi della Legge Anselmi contro le associazioni massoniche. Anni in cui i nomi degli iscritti venivano pubblicati sui giornali e dati in pasto al pubbico.
Sta di fatto che la Commissione ha molti mezzi per ottenere gli elenchi. Soprattutto potrebbe inviare la forza pubblica a sequestrarli. Ed è quanto probabilmente avverrà. Quando? Forse molto presto.