La Prefettura ignorò la richiesta di aiuto dell’Hotel Rigopiano

L'albergo sepolto dalla neve

L’albergo sepolto dalla neve

Varie segnalazioni di pericolo e richieste di aiuto da parte degl proprietario e degli ospiti dell’Hotel Rigopiano di Farindola vennero ignorate dalla Prefettura di Pescara. Ben prima dell’arrivo della slavina dall’hotel partì una e mail certificata che descriveva la situazione e chiedeva l’urgente ivio di un mezzo spazzaneve per consentire agli ospiti e al personale della struttura di allontanarsi. Ma pare non ci fossero mezzi a disposizione e l’appello non venne ritenuto così urgente.
Ma soprattutto venne tacciana come “bufala” una telefonata, quella che Quintino Marcella fece nel tardo pomeriggio dik mercoled, poco prima che si verificasse la tragedia. L’allarme venne perà bollato come “bufala” da una dirigente della Prefettura di Pescara che ora è stta identificata dai Carabinieri.
“Se sono stati commessi errori, saranno corretti. Se c’è altro, si vedrà: ognuno si assumerà le proprie responsabilità”, ha assicurato il prefetto di Pescara, Francesco Provolo.
Marcella fu il primo a lanciare l’allarme su quanto stava accadendo a Farindola. A informarlo fu l’amico, sopravvissuto alla strage, Giampiero Parete, e lui subito chiamò il 113. La chiamata fu passata alla prefettura di Pescara, ma qui, inaspettatamente, la risposta fu molto sbrigativa: “Ancora questa storia? Abbiamo sentito l’albergo, hanno smentito”.
Tutta una bufala, quindi, secondo la voce che rispose.

Intanto continuano incessanti i soccorsi. All’appello mancherebbero 23 persone, mentre i superstiti finora in salvo sono 11. Mentre le vittime accertate sono al momento 6.
I soccorritori, a 1.200 metri d’altezza, stanno lavorando in condizioni estreme: da venerdì la neve si alterna alla pioggia, rendendo ancora più pesante quell’enorme blob di neve, detriti e alberi sradicati che ha sommerso l’hotel. Il rischio valanghe è salito a 4 su una scala di cinque, ‘rischio forte’. Per questo, chiunque arrivi lassù per lavorare deve indossare l’Arva – lo strumento che consente di essere localizzati sotto le valanghe – e deve registrarsi prima di entrare nell’area di ricerca.

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