Cucchi: Procura parla di omicidio preterintenzionale per 3 carabinieri

Omicidio preterintenzionale. E’ l’accusa che la procura di Roma contesta a tre dei carabinieri che arrestarono Stefano Cucchi,  geometra romano di 32 anni deceduto il 22 ottobre del 2009 all’ospedale Pertini, sei giorni dopo essere stato arrestato per droga. La procura chiude così la cosiddetta inchiesta-bis (aperta nel novembre del 2014): i militari sono ritenuti responsabili del pestaggio del giovane. Per altri due carabinieri sono ipotizzati i reati di calunnia e di falso. L’accusa di omicidio preterintenzionale è contestata ad Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco, carabinieri in servizio, all’epoca dei fatti, presso il Comando Stazione di Roma Appia, che procedettero all’arresto di Stefano Cucchi in flagranza di reato per detenzione di droga. Tedesco è accusato anche di falso.
Respinge le accuse Eugenio Pini, legale di uno dei tre carabinieri. Che commenta: “La Procura ha esercitato una sua prerogativa e ha formulato il capo di imputazione che ritiene sussistente. Noi riteniamo, di contro, che tale contestazione non potrà essere provata nel giudizio in quanto gli elementi di fatto su cui fonda non sono riscontrabili in atti e, tanto meno, nella perizia disposta dal Gip con incidente probatorio”.

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