Ammenda e decurtazione dei punti dalla patente vengono allullate se il tutor che ha segnalato l’infrazione non è a norma. E se, in particolare, non risponde al principio sancito dalla Corte Costituzionale in base al quale “Tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”.
Sulla base di questa l’avvocato bolognese Angelo Scavone ha fatto ricorso avverso una contravvenzione alevata dal sistema tutor sul tratto dell’A1 Modena-Piacenza ed ha avuto ragione.
Come spiega Luigi Vingiani, segretario nazionale della Confederazione giudici di pace “Il controllo deve essere a cadenza almeno annuale.  Da quando è entrata in vigore la sentenza, mi saranno capitati almeno un migliaio di ricorsi, quasi tutti sui tutor. Mai visto un prefetto portare la documentazione della taratura. La risposta standard? Che non serve. Sia chiaro, non è che difendiamo i cittadini scorretti, noi applichiamo la norma. Se ci dicono che la taratura non è necessaria o non ce la portano, il ricorso dev’essere accolto.
C’è poi un altro problema. Quel pronunciamento della Corte costituzionale è retroattivo, fa notare Vingiani. Cosa succede allora se fa ricorso chi ha ‘perso’ la patente a colpi di tutor alias Sicve, sistema informativo per il controllo della velocità? Per bruciare i venti punti d’ordinanza, bastano meno di sette sanzioni. «Non lo sa nessuno – è prudente il giudice di pace –. A me un caso del genere non è ancora successo, non ho notizia che sia accaduto ai colleghi. Potrebbe capitare, lo affronteremo».
Eppure la Polizia stradale assicura che ormai gli strumenti sono quasi tutti tarati. La verifica è iniziata da poco anche sui telelaser, prima della sentenza pareva non ce ne fosse bisogno. Ora ci siamo adeguati, abbiamo acquistato pacchetti manutentivi e di assistenza. La documentazione può essere richiesta dagli stessi automobilisti. I tutor sono tarati annualmente, già lo prevedeva il decreto d’omologazione. Poi si può discutere se sia considerato sufficiente.
In Italia al momento i tutor sono circa tremila.