Compra una casa all’asta, ma la trova occupata da una trentina di profughi. E ci paga pure 160 euro di Imu al mese!
E’ quanto accaduto a Rimini a Jorgo (Giorgio) Ceka, 51enne muratore di origine albanese, nella città romagnola da moltissimi anni dove ha una ditta individuale nel settore edile, insieme a due dei suoi tre figli.
Già andati a vuoto tre tentativi di sfrattare gli ospiti indesiderati fatti dall’ufficiale giudiziario (il quarto fissato per venerdì). E quelli di convincere la Croce Rossa, che vanta un contratto d’affitto col precedente proprietario, di trasferire gli immigrati in un’altra struttura.
«La Croce Rossa mi ha chiesto di poter tenere dentro i profughi pagandomi l’affitto che dava al proprietario di prima – prosegue l’artigiano – ma io ho comprato quella casa perché mi serve per andarci ad abitare». La grande casa colonica si trova a San Martino Monte L’Abate, vicina all’autostrada con un’ampio terreno circostante. All’esterno è in buone condizioni – anche se sono accatastate ai muri lamiere e scarti di lavorazioni, oltre alle biciclette degli immigrati – mentre l’interno ha decisamente bisogno di una sistemata.
L’immobile è stato aggiudicato all’asta, dal tribunale di Rimini, il 12 maggio scorso. Nei giorni precedenti, il 28 aprile, Ceka aveva fatto un sopralluogo insieme al custode. Il prezzo base iniziale era fissato in 172.700 euro. L’artigiano ha presentato – si legge nel «verbale di asta deserta» firmato dall’avvocato Paolo Serafini – un’offerta in busta chiusa di 129.600 euro (un quarto di sconto sul prezzo base, cui va aggiunto il 20% per le spese). Di fronte all’offerta l’avvocato Adele Ceccarelli, che tutelava il creditore del vecchio proprietario, si è dichiarato «favorevole all’aggiudicazione».