Già entro questa settimana Ubi Banca potrebbe chiudere l’operazione di acquisizione di Banca Marche, CariChieti e Banca Etruria essendo venuti meno altri pretendenti.
Il termine indicato dalla Direzione concorrenza della Ue è scaduto alle 18 di ieri senza che dai fondi di private equity che avevano partecipato alla gara annullata l’estate scorsa siano arrivate nuove manifestazioni d’interesse. A questo punto nulla osta all’acquisizione da parte di Ubi, che nei prossimi giorni formalizzerà la sua offerta. I termini generali dell’operazione sono stati anticipati nei giorni scorsi: Ubi pagherà un prezzo simbolico per i tre istituti, che prima di cambiare proprietà verranno «ripuliti» a carico dell’attuale azionista, il Fondo di risoluzione istituito presso Bankitalia e finanziato da tutte le banche italiane.
Nell’operazione entrerà anche la cessione da parte delle tre banche di 2,2 miliardi tra sofferenze (1,7 miliardi) e incagli (500 milioni) con la partecipazione del fondo Atlante. La carenza di capitale che scaturirà dalla cessione di sofferenza sarà colmata dal Fondo interbancario. A carico del fondo finiranno anche una parte dei costi di ristrutturazione: circa 170 milioni di euro totali, tra gestione degli esuberi e chiusure di filiali. Di questi, almeno 130 milioni saranno spesati nell’esercizio appena chiuso, a carico del Fondo. Gli esuberi in una prima fase sono stati individuati in 900 sui 4700 dipendenti totali dei tre istituti.