È morto a 82 anni a Teheran l’ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani. Era stato portato in ospedale per un infarto. Lo riferisce l’agenzia ufficiale Irna. Rafsanjani, che aveva fama di essere un ‘conservatore pragmatico’, capace di gestire con sicurezza il potere nei momenti più difficili, se necessario con spregiudicatezza, è stato uno dei leader della rivoluzione islamica del 1979 e un collaboratore del fondatore della Repubblica islamica, l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Ma è stato anche uno dei mediatori, dietro le quinte, dell’accordo sul programma nucleare iraniano raggiunto a Vienna nel luglio del 2015 tra l’Iran e le grandi potenze mondiali. Rafsanjani era nato il 25 agosto del 1934 a Bahreman. Fu uno dei più fedeli collaboratori dell’ayatollah Khomeini.  Durante il conflitto contro l’Iraq (1980-1988), è stato procuratore di Khomeini nel Consiglio di Guerra. Nel marzo 1988, Khomeyni lo ha nominato comandante in capo delle forze armate iraniane e in aprile egli decise così il cessate-il-fuoco con l’Iraq.Nel 1989, alla morte di Khomeini, Rafsanjani esibì una sua lettera autografa in cui Alì Khamenei, allora presidente della Repubblica, veniva nominato ayatollah e indicato come la futura Guida suprema dell’Iran.

L’unico figlio maschio di Khomeini, Ahmad, avallò il contenuto dello scritto. Khamenei venne nominato nuova Guida, mentre Rafsanjani prendeva il suo posto venendo eletto presidente della Repubblica, e ancora per un altro quadriennio nel 1993. Da allora inaugurò una politica di apertura graduale all’Europa e di privatizzazioni economiche, facendo uscire l’Iran dall’isolamento in cui si era trovato dalla rivoluzione. Primo presidente iraniano ad aver portato a termine non solo un mandato, ma anche il secondo, nel 2005 tentò di conquistare il terzo, ma perse al secondo ballottaggio con l’allora sindaco di Teheran, Mahmud Ahmadinejad nonostante la vittoria al primo turno. Dal 1980 al 1989 fu presidente del Parlamento. Prima di diventare capo di Stato era stato presidente della Assemblea degli esperti, cioè l’organo incaricato di eleggere e rimuovere la Guida suprema dell’Iran. Successivamente alla presidenza dell’Iran, era stato presidente dell’Assemblea di Esperti e presidente del Consiglio per il Discernimento dell’Iran, ruolo che rivestiva tuttora. Era, quindi, una figura ancora influente nel Paese, stando alla guidava dell’organismo incaricato di risolvere le dispute fra il Parlamento e il Consiglio dei guardiani della Costituzione. Nel 2013 il Consiglio dei guardiani aveva respinto la sua candidatura alle elezioni presidenziali a causa della sua età avanzata.