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Barack Obama

Mancano poco più di 20 giorni alla data fatidica in cui lascerà la Casa Bianca, ma Barack Obama sembra esser colpito dal fuoco sacro della vendetta e, in un crescendo di azioni che definire irersponsabili appare quantomeno generoso, dopo aver compromesso i rapporti tra Usa e Israele, adesso sta cercando di danneggiare quelli, peraltro già in crisi, con la Russia di Putin.
Così ha anniunciato nuove sanzioni a Mosca per i presunti attacchi hacker durante le elezioni e ha ordinato l’espulsione di 35 funzionari russi, impiegati in attività di intelligence, definiti “persone non grata”. Inoltre il presidente ha dato istruzioni al dipartimento di Stato di chiudere due compound in Maryland e New York “che sono usati da personale russo per attività collegate a operazioni di intelligence”.
Le sanzioni annunciate dall’amministrazione Obama interessano due agenzie di intelligence – altre all’erede del Kgb, l’Fsb, i servizi militari Gru- quattro ufficiali che si occupano delle attività informatiche del Gru e tre compagnie che hanno fornito supporto alle sue attività. Per poter procedere con queste sanzioni, gli esperti legali della Casa Bianca hanno allargato un ordine esecutivo firmato nel 2015 da Obama che dà al presidente l’autorità di colpire attori stranieri, attraverso il congelamento dei loro beni, che conducono attacchi contro interessi di sicurezza ed economici americani. Ora l’ordine prevede la possibilità di agire anche contro chi “interferisce o mette in pericolo il processo e le istituzioni elettorali”.

Non si è fatta attendere la risposta della Russia. Promettendo di rispondere a ciascun “atto ostile”, Mosca ha già adottato la prima misura concreta, ordinando la chiusura della la scuola angloamericana di Mosca, frequentata dai figli del personale delle ambasciate Usa, britannica e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalità. Chiuso anche l’accesso alla residenza di vacanza dell’ambasciata Usa a Serebryany Bor, vicino la capitale.