Catello Marra

Catello Marra è il fratello di Raffaele, il dirigente del Comune di Roma ora agli arresti, e di Renato, dirigente del Settore Turismo del Campidoglio. Giornale.it lo ha raggiunto a Malta, dove vive da anni, per chiedergli dei suoi rapporti con il fratello e dell’International Organization for Diplomatic Relations (Iodr) pure finita al centro delle cronache di queste settimane.

Dr. Marra in questi giorni è stato accostato a suo fratello Raffaele, di recente coinvolto nello scandalo del Comune di Roma; in quali rapporti è con lui? Avete avuto legami professionali?

Con molta onestà non capisco il perché, e quali fattori abbiano condotto a ciò. Forse solo perché ha scelto Malta? Ma lei sai quanti italiani negli ultimi tre anni hanno scelto Malta? Tantissimi. Poi dopo le spiego anche perché. Posso dire solo che dalla morte dei miei genitori, come spesso accade, i rapporti con i miei familiari, compreso lui, si sono un pò allentati. Anche se i nostri genitori hanno sempre fatto di tutto per tenerci uniti. Da quel giorno non ho più partecipato né a compleanni, né a battesimi né a comunioni , sebbene abbia fatto sempre un regalo personale. Voglio anche sottolineare che nessuno dei miei fratelli, dico nessuno, fa parte dell’Organizzazione né tantomeno nel corso degli anni abbiano segnalato e/o presentato persone per il loro ingresso. I rapporti sono molto semplici, quando ci si incontra buongiorno o buonasera, ci si prende un caffè, e finisce li. Non ho e mai avuto legami professionali con lui, di qualsivoglia attività. Mai. Come pure mai sono salito una sola volta sulla sua barca.

Lei vive a Malta da tanti anni; sull’isola vivono anche la moglie e i figli di suo fratello. Perché, secondo lei, proprio Malta?

Personalmente vivo a Malta da 18 anni e spesso mi viene chiesto il motivo della mia scelta. La mia risposta è sempre la stessa: perché c’è stabilità di governo; perché figura tra i primi tre centri finanziari mondiali; perché ha un’ubicazione geografica strategica, perché non sono previste licenze di importazioni sui prodotti provenienti dai paesi comunitari; perché il suo Free Port è probabilmente il più importante del Mediterraneo, perché ha un’imposizione fiscale molto contenuta con la totale detraibilità dei costi; perché offre la possibilità per le società registrate localmente o costituite fuori dal territorio maltese di condurre affari all’interno o tramite Malta, previa la costituzione di una filiale nella Repubblica di Malta; perché non è prevista nessuna limitazione all’importazione, su qualsiasi prodotto. Aggiungo che l’isola gode di un clima sempre splendido, anche d’inverno e che la gente del posto è molto cordiale, legata ancora al valore della parola data e alla fiducia. Malta, inoltre, è considerata uno dei luoghi più sicuri d’Europa, la prostituzione è limitatissima e lo spaccio di stupefacenti è severamente punito dalla legge. E ancora: l’apertura di attività commerciali ha costi molto bassi, l’assistenza sanitaria è gratuita per tutti i residenti, i mezzi pubblici economici, il clima consente di risparmiare sui riscaldamenti e infine, non vi è alcuna tassa sui rifiuti o sugli immobili.

Che idea si è fatto della vicenda Roma

Non ho mai fatto politica in vita mia. Prima votavo, si votavo. Ma da dieci anni non voto più perché ho capito che ovunque ti dirigi sbagli. E forse anche questo ha contribuito alla scelta che mi ha condotto a Malta. Facevo solo una riflessione: possibile che nessuno prima si è accorto di tutto questo? Come mai appena i Cinque Stelle hanno vinto le elezioni si è creato una tale situazione? Sarà per caso una manovra politica? Non so, non posso dare una spiegazione, tutti i dettagli non li conosco. Sappiamo ormai tutti, come sostiene anche un nostro eminente CD, che oggi ogni scusa è buona sia per la stampa che per i magistrati (certi magistrati) per ” buttare il mostro in prima pagina ” si vendono più copie e si ha più visibilità. Malta poi è diventata come Las Vegas degli anni trenta, tutti criminali, tutti evasori. E’ la stessa sorte che sta avendo la Svizzera, rciclatori, mafiosi, ecc. La verità è che l’Europa ed in particolare l’Italia sono infastidite da come vanno le cose in queste nazioni, pace sociale, crescita, fisco intelligente, sicurezza, gestione dell’immigrazione. Sono l’esempio di come si può far funzionare la democrazia e la cosa pubblica e questo dà fastidio, molto fastidio e fa anche molta paura. Vedi la Brexit sembrava dovesse scatenarsi il diluvio universale e poi la borsa di Londra risale! E quindi ogni scusa è buona per accanirsi contro questi stati usando metodi subdoli per metterli in cattiva luce davanti al resto del mondo. Spero solo che presto passerà tutto e aspetto fiducioso che la giustizia faccia il suo corso.

Lei è Governatore Generale della Iodr. Di cosa si tratta? Quali sono le sue finalità e gli accreditamenti di cui gode?

L’Organizzazione Internazionale per le Relazioni Diplomatiche (IORD) – Corrispondenti Diplomatici nata nel 1972, è stata poi legalmente costituita nel 1983 a Malta, con atto pubblico, con lo scopo di promuovere i diritti umani previsti dalla dichiarazione Universale di New York del 1948 e per sviluppare gli scambi commerciali e culturali con tutti gli individui e le istituzioni. L’organizzazione dei Corrispondenti Diplomatici, ha unito professionisti, imprenditori, politici e personaggi della cultura di diversi paesi. Ha favorito gli scambi professionali e commerciali ideati e progettati attraverso meeting e cerimonie organizzate a Malta e all’estero. L’International Organization for Diplomatic Relations, essendo nata anche come organizzazione filantropica, di solidarietà assistenziale e di protezione sociale ha anche collaborato per il rafforzamento dell’Industria, Commercio ed Artigianato, con lo scopo di promuovere l’operosità italiana nel mondo attraverso scambi economici e culturali con organizzazioni internazionali, diplomatiche, enti e istituzioni. Dalla sua costituzione la I.O.D.R. è divenuta un punto di riferimento per tutti quei professionisti ed imprenditori che intendano ampliare i propri orizzonti oltre i confini nazionali, favorendo la creazione di joint-ventures con operatori economici di altri Paesi, prevalentemente in via di sviluppo. L’Organizzazione, ha l’orgoglio di annoverare tra i propri membri personaggi di alto profilo culturale, umano, scientifico e professionale individuati mediante uno scrupoloso lavoro di selezione e provenienti da diversi settori economici. Infine, ha ricevuto nel 2006, l’accreditamento per collaborare con strutture con sede a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, per consulenza specialistica in materia di finanziamenti comunitari in favore dell’imprenditoria europea. Molteplici sono i progetti approntati e condotti in tal senso, sia attraverso semplici raccolte di fondi che con operazioni di intervento diretto. In questa attività di solidarietà la I.O.D.R. vuole testimoniare il convincimento che per favorire un reale sviluppo delle popolazioni delle aree arretrate non sono più sufficienti atti isolati di aiuto ma si deve attivare un’opera di pianificazione che al di là delle risorse di prima necessità fornisca alle popolazioni interessate, opportunità e risorse su cui costruire un futuro stabile. È necessario creare le condizioni per accrescere, incrementare la cultura e soprattutto dare l’opportunità di lavoro quale fonte primaria della dignità del singolo individuo. Proprio su questa visione etica si fonda l’identità del Corrispondente Diplomatico quale professionista e imprenditore che mediante la propria attività favorisce la solidarietà e fornisce la possibilità ad altri di riconoscersi ed elevarsi nella dignità del lavoro. A tal fine e per favorire tutte queste finalità, l’Organizzazione dei Corrispondenti Diplomatici si avvale della collaborazione dei Segretari Nazionali Esteri, presenti quasi in diverse Nazioni, quali organi preposti a favorire e supportare questi processi, specialmente in quei paesi ove sono avviate già da tempo collaborazioni ed interventi umanitari. L’obiettivo è quello di dare l’opportunità ed avviare contatti con le autorità diplomatiche dei paesi terzi, e garantire assistenza tecnica e specialistica per ottimizzare i risultati delle operazioni economiche. Infine, nel 2010, la IODR è stata riconosciuta e accreditata dal Governo Americano MASSACHUSSETS for NGOs come NP ORGANIZATIONS – PUBLIC CHARITIES ai sensi della legge CHAPTER 156D SECTION 15.03; 950 CRM 113.48 I.D. NR. 0010328.

Chi sono e quali caratteristiche hanno i membri dello Iodr?

Come già detto in precedenza, i membri della Iodr vengono individuati mediante uno scrupoloso lavoro di selezione e provenienti da diversi settori economici.  Le porte sono aperte a tutti e questi i documenti che chiediamo prima di ogni cosa:

FOTOCOPIA DEL PASSAPORTO O DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO IN CORSO DI VALIDITÀ;
CERTIFICATO DI RESIDENZA;
STATO DI FAMIGLIA;
FOTOCOPIA DEL CODICE FISCALE
FOTOCOPIA DEL TITOLO DI STUDIO;
CASELLARIO GIUDIZIALE E CARICHI PENDENTII
DETTAGLIATO CURRICULUM VITAE;
FOTOCOPIA DEL LIBRETTO DI CIRCOLAZIONE AUTO.

 Oltre a questa attività di cosa si occupa?

Oltre a questa attività, mi occupo di consulenza societaria per persone che vogliono trasferirsi a Malta. Collaboro, oramai da anni, con contratto a tempo indeterminato, con un importante studio associato di Malta che ha sedi in diverse nazioni. In particolare, spieghiamo e facciamo capire ai clienti, non solo italiani, che arrivano sull’isola, come realmente funziona a Malta, in materia di residenza, tassazione, pensione, costituzione ed il sistema fiscale maltese. Forniamo una vasta gamma di servizi anche ai clienti locali.  Inoltre forniamo servizi per assistenza con le lettere di credito, Contabilità e revisione, Costituzione di Aziende e Pianificazione fiscale internazionale.

 Prima della sua nomina Lei è a conoscenza delle attività svolte dall’Organizzazione? Ed oggi?

Si, alcune. Anche se non ne facevo ancora parte, dalle pubblicazioni ho appreso che già nel 1994 e 1995, il Governatore Generale dei Corrispondenti Diplomatici, già Console di Malta a Catania (Sicilia), organizzò “Il Premio Internazionale Mediterraneo” per la saggistica la narrativa e la poesia. Tali manifestazioni sono state presiedute prima da Giancarlo VIGORELLI, e successivamente dal Prof. Mario SANSONE, decano dei critici letterati italiani. Il primo Premio Mediterraneo Internazionale fu consegnato tra gli altri al Presidente della Repubblica di Malta S.E. Anton BUTTIGIEG ed al Prof. Mario Sansone, Storico e critico letterario. Successivamente nel 1996 il Governatore dei C.D. fu incaricato, dalla Repubblica di Malta, per gli affari culturali e turistici presso il Governo della Regione Siciliana. In tale veste è stato il promotore dell’istituzione della Camera di Commercio Sicula-Maltese, e di numerose iniziative di carattere economico e commerciali italo-maltesi.

Ma in pratica, chi è il Corrispondente Diplomatico?

Il Corrispondente Diplomatico è una persona che assume uno stile di vita, che va praticato nel quotidiano ed in unione personale con gli altri. Essere Corrispondente Diplomatico, difatti, non è una moda o una tendenza, ma un modo di vivere morale, spirituale e sociale. L’obiettivo perseguito è quello della costante ricerca dell’elevazione morale e culturale attraverso opportunità di incontro e confronto su varie tematiche che per le loro caratteristiche sfidanti, aiutano a tenere alto e costante l’impegno personale e professionale. Accedere poi alla formazione, ai seminari, ai workshop e alle occasioni di incontro e confronto con le altre istituzioni è un altro privilegio. Il primo e più importante principio è quello di Umanità, senza il quale tutto il resto sarebbe inutile.
Far parte dello I.O.D.R., inoltre, significa entrare in un novero di personalità accomunate non solo da provate capacità professionali ma dalla volontà di fare del bene facendosi del bene, di lavorare l’uno al fianco dell’altro per riaffermare la dignità dell’essere umano. Tutto questo viene realizzato e perseguito solo grazie alla diplomazia, ovvero alla capacità di agire con avvedutezza, equilibrio, discrezione e tatto, caratteristiche queste, considerate qualità proprie del diplomatico. Il Corrispondente Diplomatico è il messaggero di una globalizzazione solidale che incoraggia la internazionalizzazione delle imprese e lo sviluppo della cooperazione e della solidarietà come strumento di un mondo migliore.
Sappiamo che da tempo ormai l’imprenditoria ha imboccato la strada del confronto internazionale specialmente in Europa ove il processo di allargamento dell’Unione ha incluso e includerà a breve paesi con diverse modalità di evoluzione del sistema produttivo, distributivo, dei rapporti sociali e commerciali.

Perché la Iodr usa uniformi militari? Da chi sono state approvate?

Non sono affatto uniforme militari, infatti non vi sono stellette. In particolare quelle a 5 punte che, per chi non lo sa, sono un tipico ornamento utilizzato sulle divise delle forze armate italiane: secondo quanto prescritto dal regolamento di disciplina militare italiano, sono piccole stelle a cinque punte indossate su tutte le uniformi del personale militare e portate sul bavero e sul colletto nelle forme, nei colori e nei materiali indicati nei regolamenti sull’uniforme di ogni forza armata. Tali stellette militari richiamano il più antico simbolo patrio italiano: la Stella d’Italia, e siccome l’Organizzazione non è italiana ed è maltese utilizza uniformi simili a quelle che utilizzava anche il Marchese John Scicluna – Maltese, proprietario del Palazzo Parisio. Libro d’Oro di Melita. Infatti esse derivano proprio da uniformi utilizzate dalla vecchia nobiltà maltese, ovviamente, come tutte le altre associazioni, (medecin sens frontieres, Misericordia, associazioni di volontariato, etc. etc.), le uniformi utilizzate dai Corrispondenti Diplomatici, da circa trent’anni, la cui composizione è scrupolosamente prevista dalla propria Carta Costituzionale, sono utilizzate nello svolgimento delle attività sociali, assistenziali, e di rappresentanza, e le varianti estetiche che appaiono su di esse, sono atte ad affermare la necessità della gerarchia, perché se è vero come è vero, che le donne e gli uomini del pianeta hanno tutti uguale dignità, è pur vero che lo svolgimento ordinato e civile della società umana richiede diversità di funzioni e quindi di responsabilità, diversità che a sua volta esige l’accettazione della gerarchia nell’espletamento dei vari servizi, come ho già detto tantissime volte.

Tra le varie iniziative, ci ha colpito l’ultima. Quella relativa all’estensione delle spoglie di Padre Pio a Boston. Ce ne parli.

Molto volentieri, perché è stata una grande gioia per i fedeli americani e devoti di Padre Pio. Il cuore di Padre Pio è arrivato negli Usa, a Boston e offerto alla venerazione dei fedeli. Oltre 50mila persone sono arrivate da tutti gli States per accogliere il cuore del Santo di Pietrelcina che è molto venerato in tutta l’America, ed è la prima volta che un importante reliquia del Santo di Pietrelcina ha lasciato l’Italia. La data è stata scelta ad hoc, perché è quella dedicata alla festa del Santo cappuccino, come annunciò alla stampa anche l’arcivescovo di Boston, Cardinale Sean O’Malley, lui stesso appartenente allo stesso ordine religioso. Il cuore di San Pio è stato esposto in tre chiese di Boston fino al 23 settembre e nel solenne giorno della festa, proprio il Cardinale O’Malley ha officiato la messa nella Cattedrale della Holy Cross davanti alla reliquia. L’iniziativa denominata: “I Will Come To You”, nasce dalla nostra Organizzazione, attraverso gli incontri tra il sottoscritto e il Segretario particolare del Cardinale di Boston Sean Patrick O’Malley, il Rev. Padre Jonathan Gaspar e il Ministro Provinciale dei Frati Minori Cappuccini della provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, Padre Francesco Colacelli. In particolare, è stata la sede CD di Boston che ha attivato tutta la procedura, attraverso i nostri delegati che, hanno voluto che “la reliquia di San Pio negli USA” fosse un segno vivo come il Padre accoglie quanti sono in cerca del suo perdono. Madrina dell’evento è stata Amii Stewart, cantante statunitense stabilitasi in Italia che ha spesso parlato del suo rapporto con la fede e che nel 2009 ha dedicato a San Pio il brano “Con te”. Con la voce di Amii Stewart che ha cantato accompagnata al pianoforte dal Corrispondente Diplomatico M° Catello Milo, è calato il sipario sulle celebrazioni il 23 settembre presso la Cattedrale di Boston con la cerimonia eucaristica celebrata dal Cardinale Sean Patrick O’Malley. Aggiungo che non erano inizialmente previste altre tappe, ma ne è stata aggiunta una fuori programma, la domenica successiva, nella parrocchia di San Pio a Vineland nel New Jersey: lì il cuore di San Pio è stato esposto assieme a una reliquia di Santa Teresa di Calcutta. «È la prima volta che una importante reliquia di Padre Pio ha lasciato l’Italia e siamo felici che sia stato offerto di farla venire a Boston per questa storica visita», ha dichiarato O’Malley, osservando che «molte persone in America sono devote a Padre Pio, ed è stato per questo che i frati hanno fatto in modo che anche chi non può recarsi a San Giovanni Rotondo in pellegrinaggio potrà venerare i suoi resti e chiedere l’intercessione» anche oltreoceano. Si è trattato di un evento eccezionale, senza precedenti, al pari dell’ostensione del corpo per la veglia e di quella del febbraio scorso a Roma in Vaticano per l’anno giubilare della Misericordia indetto da Papa Francesco. Non le nascondo, visto il successo, che abbiamo già in mente di ripetere l’evento in altri stati.