“Non abbiamo perso, abbiamo straperso”, così Matteo Renzi all’assemblea del Pd ha ammeso la sconfitta al Referendum del 4 dicembre e tutto quel che ne è seguito.
“Il primo errore che abbiamo fatto al Sud è stato quello di puntare un po’ troppo sul notabilato. Dobbiamo dirlo”, ha sottolineato Renzi. “Abbiamo perso sui quarantenni, sui trentenni e quarantenni. E quindi abbiamo perso in casa”, ha detto l’ex premier. Che però ha aggiunto: “Se il 59% è una sconfitta politica. Con il 41% bisognerà comunque fare i conti”. “La bocciatura della riforma costituzionale è una bocciatura netta della quale prendere atto, ma tra noi dobbiamo dirci che eravamo a un passo dalla Terza repubblica e siamo tornati alla Prima, senza però la qualità della prima”, ha osservato il segretario Pd. “Ora vedremo se il Paese sarà condannato come noi pensiamo alla palude istituzionale”.
Quindi Renzi ha affrontato il tema della riforma elettorale. “La proposta sulla legge elettorale c’è. E’ la proposta che ha visto la stagione dell’Ulivo ed è la proposta che prende il nome del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Pd c’è, gli altri partiti la accettano?” il Segretaio del Pd ha quindi proposto il Mattarellum.
Il segretario nel corso del suo intervento ha anche attaccato il Movimento 5 Stelle: “Dobbiamo fare un patto con il M5S: voi la smettete con le bufale e noi non raccontiamo cosa siete, vale a dire un’azienda privata che firma contratti con i candidati. Ne riparleremo alle prossime elezioni”.
Scintille in assemblea quando Roberto Giachetti ha attaccato Roberto Speranza e la minoranza dem sulla legge elettorale. “Avete la faccia come il…”, ha detto Giachetti, rimproverando a Speranza di essersi intestato la proposta del Mattarellum quando in realtà, da capogruppo, votò contro. L’intervento è stato accolto da un mix di fischi, proteste e qualche applauso.