JunckerEurogruppoLa manovra italiana è “a rischio di non rispetto del Patto” e sulla base degli scostamenti “sarebbero necessarie misure addizionali significative”: lo scrive l’Eurogruppo nelle conclusioni. L’Eurogruppo riconosce che l’Italia potrebbe beneficiare di “una più piccola ma sempre significativa deviazione dall’aggiustamento” a causa delle spese per migranti e terremoto, e comunque “invita l’Italia a prendere le misure necessarie per assicurare che il bilancio sia in linea con le regole”. “Concordiamo con l’analisi della Commissione secondo cui il bilancio è a rischio di non rispetto del Patto. Notiamo che in base alle ultime valutazioni della Commissione lo sforzo strutturale dell’Italia nel 2017 sarà -0,5% del Pil, mentre è richiesto uno +0,6% nel braccio preventivo. Su questa base, misure addizionali significative sarebbero necessarie”, scrive l’Eurogruppo.
Inoltre, una valutazione “ex post” dell’esercizio di bilancio che comprende i costi aggiuntivi connessi alla crisi dei rifugiati, sicurezza e spese per terremoti, “potrebbe portare l’Italia ad avere una più piccola ma sempre significativa deviazione dall’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine”. E quindi “invitiamo l’Italia a prendere le misure necessarie per assicurare che il bilancio 2017 sia in regola con le regole del braccio preventivo”. Ma Dijsselbloem smorza “Padoan non è qui per ragioni comprensibili, ci ho parlato questa mattina, è difficile in questo snodo per il Governo italiano impegnarsi in misure aggiuntive per questo l’Eurogruppo lo invita a farlo nel prossimo futuro”: lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. “E’ impossibile chiedere adesso all’Italia di impegnarsi in misure aggiuntive – ha precisato – la tempistica dipende dall’Italia, anche l’Eurogruppo e la Commissione aspettano un nuovo Governo”.
“I mercati hanno reagito in modo calmo – ha aggiunto – se questa resta la reazione non sembra esserci motivo per un’azione d’emergenza”. L’esito del referendum “non cambia davvero la situazione economica in Italia o nelle banche italiane, i problemi che abbiamo oggi sono quelli di ieri e bisogna occuparsene”. “L’Italia – ha concluso – è una economia forte, una delle più grandi, con delle istituzioni forti, e un governo futuro dovrà affrontare la situazione economica. Ma il processo di affrontare i problemi di alcune banche in particolare, non si ferma”.