Il premier dimissionario Renzi

Con un’altissima affluenza, ha votato il 65,47% degli aventi diritto, gli elettori hanno detto no all’abolizione del CNEL, un ente che la grande maggioranza degli italiani non sa che esista, nè cosa faccia.
Il voto per il Referendum istituzionale sulla riforma Costituzionale proposta dal governo che, oltre ad abolire il Comitato Nazionale dell’Economia e del Lavoro, prevedeva sostanziali modifiche alla Carta costituzionale, ha visto prevalere i No alla riforma col 59,11% contro il 40,89 di Sì. L’immediata conseguenza dell’esito referendario sono le dimissioni del governo che proprio sul voto di ieri aveva legato il proprio futuro.
“Come era scontato, l’esperienza del mio governo finisce qui: domani pomeriggio (oggi ndr) riunirò il Consiglio dei ministri, poi andrò al Quirinale a rassegnare le dimissioni”. ha detto Renzi.
“Io ho perso, nella politica italiana non perde mai nessuno. Non vincono, ma non perde mai nessuno. Ma io sono diverso, ho perso, lo dico a voce alta anche se con il nodo in gola, perché non siamo robot”, ha spiegato Renzi nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, con la moglie Agnese al suo fianco e con la voce rotta dall’emozione.

Renzi ha chiuso così la sua esperienza di governo. Adesso, come ha spiegato lui stesso, l’attenzione si sposta sul Colle: “Tutto il Paese sa di poter contare su una guida autorevole e salda come quella del presidente Mattarella”. I tempi potrebbero essere anche più stretti del previsto, con un incontro che potrebbe esserci già in mattinata. Poi il Cdm nel primo pomeriggio e, a seguire, le dimissioni formali del governo.
Renzi traslocherà a largo del Nazareno, dove martedì è stata già convocata la Direzione del partito. “Se la giocherà, c’è ancora tanta tela da tessere”, ha assicurato un big del Pd lasciando il Nazareno, dove tutti i dirigenti si sono ritrovati per valutare il post voto, con l’eccezione dei bersaniani.