Laura Boldrini

Laura Boldrini

All’indomani del 4 dicembre a seconda dell’esito del voto referendario si apriranno nuovi senari politici. In ogni caso ci saranno cambiamenti.
Evidentemente una vittoria del Si rafforzerà l’attuale governo. A questo punto Renzi potrà continuare la sua opera riformatrice magari con qualche cambiamento alla guida di alcuni dicasteri.
Situazione in forte evoluzione, invece, se dovessero prevalere i No. (Ipotesi peraltro ritenuta più probabile atando ai sondaggi).
In questo caso Renzi, pur non avendone alcun obbligo formale, potrebbe rassegnare le dimissioni. E a questo punto potrebbero aprirsi vari scenari.
Il più probabile è quello di un governo di scopo per arrivare alla scadenza della legislatura nel 2018  approvando una nuova legge elettorale e alcuni provvedimenti irrinviabili. A guidarlo potrebbe essere una figura istituzionale. E in questo caso si fanno i nomi di Pietro Grasso, presidente del Senato e di Laura Boldrini, presidente della Camera. Due figure istituzionali, appunto, per quello che verrebbe magari chiamato esecutivo “di garanzia”. Ma anche due profili diversissimi con la Boldrini su posizioni di sinistra estrema e con una sua particolare visione su temi fondamentali come quello dell’immigrazione.
Il No darebbe inoltre nuovo impulso alla sinistra del Pd che, a cominciare da bersani, proprio sull’esito del referendum attende una rivincità sul “rottamatore” Renzi.