elonora-vita“Lo so che ho fatto un gesto clamoroso. Lo so. Non nego però che l’ho fatto cercando di attirare l’attenzione sull’ingiustizia di cui sono vittima. Nessuno ne parlava, mi sono sentita abbandonata mentre subivo un torto”. Parla così Eleonora Vita, l’avvocatessa scomparsa da Carrara lo scorso 6 novembre, del cui caso si era occupato anche Chi L’Ha Visto?, cercando di indagare sulle motivazioni che l’avevano spinta ad allontanarsi da casa. La donna era a casa di una amica a La Spezia, sta bene ed è stata convinta dai carabinieri a tornare dalla madre. In merito all’allontanamento ci sarebbe una causa civile appena persa e una cospicua eredità negata. “Volevo che voi chiamaste il ministro Orlando e Mattarella, che vedessero i documenti…  – spiegava a ‘Chi l’ha Visto?’ – Volevo che tutti vedessero questa cosa, che si ponesse luce. Magari se scappo di casa qualcosa si interesserà. Sono stanca, vedo che non serve seguire la Legge; io mi volevo allontanare da questa realtà, ho perso la fiducia nel genere umano…  “.

Eleonora, che ha anche annunciato di voler diventare suora di clausura, è stata contattata anche da Il Tirreno. La donna ha chiarito che il motivo che l’ha spinta a questa fuga è la vicenda giudiziaria in sospeso con lo zio: “Io non credo che qualcuno tra i giudici fosse contro di me, ma avendo denunciato quello che è un falso in atto pubblico, la falsificazione di una firma in un contratto notarile, penso che si sia voluto tutelare l’istituzione”. E ancora: “Io farei anche una transazione, il mio avvocato l’ha proposta ma è stata rifiutata. Ora ho bisogno di pensare, non voglio più sentire cattiverie”. E poi conclude: “Provo disinteresse verso tutto, questa cosa mi ha distrutta. Non mi interessano gli uomini, il sesso, le amicizie. Voglio staccare. Il 23 siamo di nuovo al tribunale di Lucca, io sono parte civile. Mio zio mi ha accusata di calunnia e sono stata prosciolta. Se ora riconoscessero che a calunniarmi è stato lui sarebbe una soddisfazione. Rimane però quella firma falsa sul testamento e io dovrò conviverci fino all’appello”.