criminaleE’ il problema della delinquenza a preoccupare maggiormente gli italiani. La percezione di un aumento della criminalità, sia piccola che di media entità, è la prima causa di afflizione dei nostri concittadini. Lo rileva l’Istat nel rapporto 2016 sullo stato di soddisfaziuone delle famiglie italiane.
In cima alle preoccupazioni c’è il rischio di criminalità (38,9%) – rileva l’istituto di statistica – seguito a breve distanza dall’inquinamento dell’aria (38%), il traffico (37,9%) e la difficoltà di parcheggio (37,2%). Vengono subito dopo la sporcizia nelle strade (33%), la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (32,9%, + 3% dal 2015), il rumore (31,5%).
Mentre la paura di essere aggrediti cala rispetto al 2015,  anno in cui si è registrato un picco (41,1%), aumenta l’insofferenza per lo sporco nelle città (nel 2015 era segnalato dal 31,6% delle famiglie), così come quella per i disagi nello spostamento con autobus e treni (+3%),
La percezione dei problemi varia però a seconda delle zone d’Italia. Al Nord, per esempio, i timori per lo smog superano quelli per la delinquenza. Al Centro, oltre alla presenza di criminalità, i problemi più sentiti sono il traffico (42,6%) e le difficoltà di parcheggio (40,8%). Traffico e parcheggio sono segnalati anche dalle famiglie del Sud (rispettivamente 37,9% e 38,7%), dove ha un peso rilevante anche la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (37,6%).
Complessivamente, fa notare l’Istat, aumenta il grado di soddisfazione degli italiani per le condizioni di vita nel nostro Paese: una vera impennata,  dal 35,1% del 2015 al 41% del 2016. E’ la prima volta dopo 5 anni.
Rispetto al 2015, inoltre migliorano i dati campionari sulla percezione della situazione economica di famiglie e individui, mentre è stabile la soddisfazione per gli aspetti relazionali (famiglia e amici), la salute e il tempo libero. In lieve aumento anche la soddisfazione degli occupati per il lavoro.
La soddisfazione per la propria vita diminuisce all’aumentare dell’età: risultano altamente soddisfatti il 54,1% dei giovani tra 14 e 19 anni e il 34,4% degli ultra 75enni. Non sono rilevate invece differenze sostanziali fra donne e uomini.