Trasmissioni di dati ultrarapide dalla Terra allo spazio, misure con una precisione senza precedenti della posizione della Luna e dei satelliti, messaggi quantistici: l’esplorazione spaziale si prepara ad affrontare la rivoluzione della luce, nella quale i circuiti elettronici vengono sostituiti da particelle di luce (fotoni), e il primo passo in questa direzione è, per l’Italia, la firma dell’accordo di collaborazione fra l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e la Scuola Superiore Sant’Anna.

Lo spazio italiano entra così nell’era della tecnologia che sfrutta la luce (fotonica), considerata una delle più rivoluzionarie del secolo, grazie alla collaborazione tra l’Asi e il centro Inphotec dell’Istituto Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezione (TeCIP) della Scuola Superiore Sant’Anna.

I contenuti dell’accordo, subito operativo, sono stati presentati a Pisa, dal presidente dell’Asi, Roberto Battiston, dal rettore della Scuola Sant’Anna, Pierdomenico Perata, e dal general manager di Inphotec, Giancarlo Prati. “La fotonica è una di quelle discipline che saranno a sempre più al centro della ricerca spaziale”, ha osservato Battiston.

“L’Italia, che vanta già il primato per la trasmissione quantistica via satellite, intende proseguire nello sviluppo di questo settore tecnologico strategico”, ha aggiunto. Soddisfatto anche Perata: “siamo lieti – ha detto – di portare il nostro contributo perché il sistema Paese possa giocare un ruolo da protagonista in quella sfida globale che è l’esplorazione dello spazio”.  Per Prati “l’applicazione allo spazio delle tecnologie fotoniche integrate rappresenta qualcosa di assoluta avanguardia internazionale”.