Papa Bergoglio

Primi screzi tra Papa Bergoglio e la Curia romana. Alla vigilia del Consistoro alcuni cardinali manifestano perplessità e disappunto per alcune prese di posizione del Papa argentino soprattutto in tema di famiglia.
Se ne fa carico il cardinale americano Raymond Leo Burke, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta che guida un drappello di principi della Chiesa che hanno cheisto chiartimenti sulla Amoris Laetitia.
“Dovremmo affrontare questa situazione: c’è infatti, nella Tradizione della Chiesa, la possibilità di correggere il Romano Pontefice. È invero sicuramente molto raro. Ma se non vi fosse risposta alle domande sui punti controversi, allora direi che si porrebbe la questione di assumere un atto formale di correzione di un errore grave”, dice Mons. Burke. Con lui altre tre cardinali: Walter Brandmueller, Carlo Caffarra e Joachim Meisner che hanno espresso al pontefice cinque “dubbi” sull’interpretazione e l’applicazione della Amoris Laetitia, riguardanti sia la tanto discussa questione della comunione ai divorziati risposati, sia il valore delle norme morali in rapporto alla vita cristiana.
“Ovunque io vada sento confusione. I sacerdoti sono divisi gli uni dagli altri, i sacerdoti contro vescovi, i vescovi divisi tra di loro. C’è una tremenda divisione nella Chiesa, che non è la via della Chiesa. Ecco perché dobbiamo ristabilizzare queste questioni morali fondamentali, che ci uniscono”, dice il card, Burke in un’intervista al National Catholic Register. I cinque “dubia” dei quattro cardinali riguardano in particolare il capitolo ottavo della Amoris Laetitia perché, dice Burke, “è la fonte di tutte questa confusione. Anche le direttive diocesane sono confuse ed errate. Abbiamo una serie di diverse direttive: in una diocesi, per esempio, si autorizzano i sacerdoti nel confessionale ad essere liberi, se lo ritengono necessario, di consentire ad una persona che vive in un’unione adultera e continua a farlo, di permettergli l’accesso ai sacramenti, mentre, in un’altra diocesi, in accordo con ciò che è sempre stata la pratica della Chiesa, un sacerdote può concedere tale permesso a chi fa il fermo proposito di correzione a vivere castamente all’interno di un matrimonio, vale a dire come fratello e sorella, e di ricevere solo i sacramenti in un luogo dove ci sarebbe essere questione di scandalo”. Questo, secondo i firmatari della lettera “deve essere seriamente affrontato.
Ma poi ci sono le altre domande dei “dubia” a parte quella particolare questione dei divorziati risposati, che trattano con il termine ‘male intrinseco’, con lo stato di peccato e con la corretta nozione di coscienza”. Secondo Burke, inoltre, “se diciamo, in certi casi, che una persona che vive in una unione matrimoniale irregolare può ricevere la Santa Comunione, allora delle due l’una: o il matrimonio non è davvero indissolubile, oppure la santa Comunione non è la comunione con il Corpo e il Sangue di Cristo. Naturalmente nessuna di queste due ipotesi è possibile. Sono in contraddizione con gli insegnamenti costanti della Chiesa fin dall’inizio e, di conseguenza, non può essere vera”.