IMU-TASSEAltre novità in arrivo per le imposte comunali sulla casa. I cittadini potranno dire addio all’Imu e alla Tasi, ma pagheranno una nuova imposta regionale: si chiamerà Imi e accorperà le due tasse precednti.
L’aliquota verrà stabilita dai Comuni e per gli immobili diversi dalle prime case e i fabbricati (tranne quelli rurali) salirà dall’8,6 all’11,4 per mille, mentre per ville e castelli (in questo caso anche se prime case) va dal 5 al 7 per mille. L’emendamento al decreto fiscale legato alla legge di bilancio prevede casistiche precise di variazione delle aliquote, tra cui ad esempio uno sconto del 50% sulla base imponibile per i comodati d’uso.
L’Imi si applicherà in tutti i comuni del territorio nazionale, ferma restando, per le Province autonome di Trento e di Bolzano, la facoltà di modificarla. La data per il versamento dell’imposta resta il 16 giugno, mentre sarà possibile pagare in due rate: la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. Confermata l’esenzione per le abitazioni principali a meno che non si tratti di case signorili, ville e castelli.
I Comuni potranno applicare aliquote dell’11,4% per mille per i fabbricati e 7 per mille per ville e castelli. La base imponibile è dimezzata anche per le abitazioni in comodato d’uso gratuito ma anche per i fabbricati di interesse storico o artistico, per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati.
Il Comune può differenziare l’aliquota dell’8,6 per mille per i fabbricati a uso residenziale diversi dall’abitazione principale, per i fabbricati industriali, per i fabbricati commerciali, per alberghi, pensioni, teatri,case di cura, istituti di credito, collegi, convitti, case di cura e ospedali,scuole, biblioteche, uffici pubblici, laboratori per arti e mestieri, per i fabbricati a uso commerciale con particolari caratteristiche tipiche dei centri storici.
Sono esenti dall’imposta le chiese e gli istituti di culto, i fabbricati di proprietà della Santa Sede e appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali.
L’imposta per gli immobili strumentali, ovvero i beni per l’esercizio dell’impresa, è deducibile al 20% ai fini della determinazione dei reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni ma non ai fini Irap.