trenopendolariL’esperimento si chiama “Tratta sicura” e è partito ieri sui 104 convogli giornalieri delle tratte Milano-Bergamo via Treviglio e Bergamo-Treviglio. Qui venti vigilantes organizzati in nove squadre, più una di riserva, riusciranno a coprire il 75 per cento delle corse quotidiane garantendo più sicurezza. Lo si è deciso dopo che pochi giorni fa una donna di 54 anni è stata accoltellata alla stazione di Cremona.
L’esperimento avviene su una tratta particolarmente utilizzata soprattutto dai pendolari. Si tratta di 2 milioni e 800 mila italiani che ogni giorno prendono il treno per andare a scuola, all’università o al lavoro. I comitati e le associazioni dei pendolari raccontano di disagi soprattutto sui treni regionali, quelli che, secondo l’ultimo rapporto Pendolaria 2015 di Legambiente, hanno in media 18,6 anni.
Da parte sua Trenitalia, che gestisce circa il 70% degli spostamenti su rotaia e una parte del trasporto regionale, tramite il contratto di servizio con le varie regioni italiane (si tratta di circa 1 milione e 600 mila viaggiatori al giorno), rivendica per i primi nove mesi del 2016 «un’attenzione sempre maggiore per i pendolari con performance di puntualità al 91%, cancellazioni di treni sotto l’1% e un aumento di viaggiatori rispetto al 2015 intorno all’1%».
A fronte, però, del successo dei treni moderni e super veloci – in 8 anni, dal 2007 al 2015, da Roma a Milano l’offerta è passata da 17 Eurostar a 63 tra Frecciarossa e Italo, con un aumento del 370% – i comitati dei pendolari lamentano «la riduzione dei collegamenti a lunga percorrenza su tutte le altre direttrici nazionali e dei treni Intercity» gestiti da Trenitalia tramite un contratto di servizio con il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che deve essere rinnovato a breve. Secondo Pendolaria il calo degli Intercity si attesta attorno al 19,7% fra il 2010 e il 2015. Molto diverso dai treni super veloci è in il viaggio delle circa 120 mila persone che ogni giorno prendono i treni della ex Circumvesuviana in Campania – gestita dall’Ente autonomo Volturno -, che hanno visto ‘un calo dell’offerta di treni del 30%’.