Prima di una trasferta a Milano aveva scritto un brano: Mamma Roma, addio. Da mesi stava lavorando all’uscita del suo nuovo disco. Ma la carriera di Vittorio Andrei è finita ieri. Il rapper, conosciuto con il nome d’arte di Cranio Randagio, è stato trovato morto in via Anneo Lucano, alla Balduina. Il decesso, secondo quanto riferito da fonti degli inquirenti, sarebbe avvenuto durante un festino a base di alcol e droga. Ma le circostanze della morte sono ancora tutte da chiarire. Prima di una trasferta a Milano aveva scritto un brano: Mamma Roma, addio. Da mesi stava lavorando all’uscita del suo nuovo disco. Ma la carriera di Vittorio Andrei è finita ieri. Il rapper, conosciuto con il nome d’arte di Cranio Randagio, è stato trovato morto in via Anneo Lucano, alla Balduina. Il decesso, secondo quanto riferito da fonti degli inquirenti, sarebbe avvenuto durante un festino a base di alcol e droga. Ma le circostanze della morte sono ancora tutte da chiarire.

«Era una persona deliziosa con tutti, aperta e senza pregiudizi – racconta un amico, Alessandro – Sempre disponibile, curioso verso gli altri». Come a dire: la carriera nel mondo della musica, le apparizioni in tv, non lo avevano cambiato con gli amici di sempre, a partire dalla comitiva sull’Aurelia. Anzi. Il suo nome (e soprattutto il suo volto: baffi affilati, capelli biondi ma pettinatura afro, rasta) era approdato sul piccolo schermo un anno fa, quando aveva partecipato all’edizione italiana di X Factor. Nel talent show si era presentato come «uno pseudo-rapper paranoico». E «un sognatore». Dopo il talent aveva lanciato il suo primo lavoro, Love and feelings, ispirato ai suoi cantautori preferiti: da De André a Gaber, passando per Rino Gaetano e De Gregori. Di Roma parlava come una città «caciarona» ma che «sa ancora soride». «La vita – diceva – è un viaggio in continuo mutamento, con ostacoli immensi e tappe meravigliose». In uno degli ultimi post su Facebook raccontava i suoi progetti.

A partire dal nuovo album: «Sono un paio di mesi che sono fermo con i live – scriveva il 21 ottobre – Se sono fermo è perché sto lavorando tanto e perché voglio davvero che in questo disco nulla sia lasciato al caso». Negli ultimi commenti sul social network, Andrea sembrava soddisfatto della sua vita di artista. «Scrivo strofe in pezzi di altri artisti – scriveva – giro video in posti mozzafiato per poi tornare in una camera, avvolto da una coltre di fumo, a fare l’unica cosa che so davvero fare. Scrivere. Raccontare. Vi ringrazio per la pazienza, molto presto sarete ricompensati. Promesso». Una promessa che, purtroppo, non potrà mantenere.Gli amici e la famiglia per riservatezza tuttavia hanno preferito oscurare temporaneamente i canali social.