Una forte esplosione provocata da un’autobomba è stata registrata a Diyarbakir, città a maggioranza curda nel sud-est della Turchia, ore dopo l’arresto di 11 parlamentari del partito filo-curdo Hdp, tra cui i due leader. Secondo le prime notizie, l’esplosione è avvenuta nei pressi di una sede della polizia nel quartiere di Baglar, provocando diversi “martiri” sia tra le forze di sicurezza che tra i civili. Lo ha riferito il ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, citato dal sito del quotidiano ‘Hurriyet’. Ci sarebbero anche numerosi feriti: sei secondo l’agenzia di stampa ‘Anadolu’, una trentina secondo la ‘Cnn’ turca.

L’edificio colpito si trova a circa 200 metri dal carcere di Diyarbakir e l’esplosione ha colpito una sede della polizia nel quartiere di Baglar ed è stata provocata da un’autobomba, ha spiegato l’ufficio del governatore di Diyarbakir. Secondo il sito del quotidiano ‘Daily Sabah’, l’attacco è opera dell’ “organizzazione Pkk”. A seguito dell’esplosione, ha aggiunto, ci sono stati scontri a fuoco tra le forze di sicurezza e i “terroristi” curdi.

Nella notte, la retata delle autorità turche contro politici curdi nell’ambito di un’inchiesta antiterrorismo. In una serie di blitz sono stati arrestati i co-presidenti del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag, insieme ad altri parlamentari. Demirtas è stato arrestato nella sua casa di Diyarbakir e, prima di essere portato via, ha fatto in tempo a twittare: le forze di sicurezza “sono alla porta”. Yuksekdag è stata arrestata nella sua abitazione di Ankara. Entrambi sono accusati di diffondere propaganda terroristica e, secondo una nota del governo, sono stati arrestati dopo essersi rifiutati di comparire in tribunale.