migranti1Credevamo di essere buoni e bravi nell’accogliere ogni giorno migliaia di migranti che partono dall’Africa per raggiungere l’Europa. Pensavamo di fare più e meglio degli altri. E invece no. Siamo brutali e li trattiamo male. A dirlo è Amnesty International che ci accusa di detenzioni arbitrarie, espulsioni illegali e maltrattamenti che, in alcuni casi, possono equivalere a torture.
Secondo le testimonianze raccolte, anche per poter rilevare le impronte digitali ci sono stati “agghiaccianti episodi di violenza” con pestaggi, uso di manganelli elettrici e umiliazioni sessuali.
La denuncia è contenuta nel rapporto di Amnesty International “Hotspot Italia: come le politiche dell’Unione europea portano a violazioni dei diritti di rifugiati e migranti”.
Su 24 testimonianze di maltrattamenti raccolte, in 16 si parla di pestaggi. Una donna di 25 anni proveniente dall’Eritrea ha riferito che un agente di polizia l’ha ripetutamente schiaffeggiata sul volto fino a quando non ha accettato di farsi prendere le impronte digitali. In alcuni casi, migranti e rifugiati hanno denunciato di essere stati colpiti con bastoni elettrici.
“Mi hanno dato scosse con il manganello elettrico diverse volte sulla gamba sinistra, poi sulla gamba destra, sul torace e sulla pancia. Ero troppo debole, non riuscivo a fare resistenza e a un certo punto mi hanno preso entrambe le mani e le hanno messe nella macchina per le impronte”, ha raccontato un ragazzo di 16 anni originario del Darfur.
Secondo il rapporto, il cosiddetto “approccio hotspot”, promosso dall’Ue per identificare migranti e rifugiati al momento dell’arrivo, non solo ha compromesso il loro diritto a chiedere asilo ma ha anche alimentato “agghiaccianti episodi di violenza”: Amnesty ha raccolto testimonianze di pestaggi, uso di manganelli elettrici e qualche caso di umiliazioni sessuali.
“Determinati a ridurre il movimento di migranti e rifugiati verso altri Stati membri, i leader Ue hanno spinto le autorità italiane ai limiti, e talvolta oltre i limiti, della legalità” ha spiegato il curatore del rapporto, Matteo de Bellis. “Il risultato è che persone traumatizzate, arrivate in Italia dopo esperienze di viaggio strazianti, vengono sottoposte a procedure viziate e in alcuni casi a gravi violenze da parte della polizia, così come a espulsioni illegali” denuncia Amnesty.
Amnesty sottolinea come nella maggior parte dei casi il comportamento degli agenti di polizia rimanga professionale e la vasta maggioranza delle impronte digitali sia presa senza incidenti, ma le conclusioni del rapporto mettono in luce la necessità di un’indagine indipendente sulle prassi utilizzate.

Ma non c’è solo Amnesty International. Per esempio l’Oxfam, un’organizzazione umanitaria specializzata nei progetti di sviluppo, denuncia che ogni giorno in Italia 28 bambini migranti non accompagnati “scompaiono” a causa di un sistema di accoglienza “inefficace e inadeguato”.Fino a giugno, sono 5.222 i piccoli dichiarati “scomparsi” dopo essere scappati dai centri d’accoglienza per continuare il loro viaggio.
I ragazzi “scomparsi” escono dai radar della legge e diventano ancor più vulnerabili violenze e sfruttamento. Molti infatti – si legge in una nota dell’Oxfam – si ritrovano confinati a tempo indeterminato in centri da cui non possono uscire, costretti in alloggi inadeguati e insicuri, senza informazioni sui loro diritti. Dopo la chiusura della rotta dei Balcani occidentali e l’accordo tra l’Unione europea e la Turchia, l’Italia si è ritrovata ancora una volta ad essere il principale punto di accesso per i migranti diretti in Europa. La maggior parte dei bambini che arrivano da soli via mare provengono da Egitto, Gambia, Eritrea, Nigeria e Somalia.