E’ un richiamo indiretto a Matteo Renzi quello che arriva dal Presidente della Repubbkica. “L’Unione Europea ha cambiato le ‘regole del gioco’, facendo tacere le armi e parlare i popoli, facendo recedere i nazionalismi e avanzare il dialogo. Facendo sempre più scoprire i tanti aspetti che uniscono, le tante affinità, l’identità di desideri di pace, di serenità, di collaborazione, di progresso per le singole persone e per le comunita’. E’ a questo progetto politico e sociale, prima ancora che economico, che dobbiamo il più lungo periodo di pace che l’Europa abbia mai sperimentato”. Lo ha detto Sergio Mattarella, nel suo intervento alla cerimonia sul tema “L’Europa luogo di superamento dei conflitti” organizzata a Gorizia  occasione del centenario dell’unione della città  all’Italia, alla presenza del presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor. “E questo ‘primato della pace’ non va rimosso nelle riflessioni, e men che mai, dimenticato, proprio perché desideriamo fortemente che esso sia irreversibile – ha proseguito Mattarella -. Troppe volte – nella dialettica interna e internazionale – l’Unione viene criticata, le sue regole trattate come l’esempio di una burocrazia complessa e, a volte, addirittura oppressiva, come un limite rispetto a un passato esclusivamente nazionale che taluno vorrebbe raffigurare come una sorta di ‘eta’ dell’oro’. Questo giudizio non rispecchia le straordinarie conquiste di un modello di convivenza e crescita unico al mondo – visto in altri continenti come esempio cui ispirarsi – e non riflette la verità più profonda che emerge dalle vicende storiche vissute dal nostro Continente”, ha sottolineato il capo dello Stato. L’Unione Europea, l’unione dei popoli europei, dei cittadini dei nostri Paesi, ha spiegato Mattarella, “è un progetto di grande valore, che va coltivato quotidianamente, anche per rimuoverne le imperfezioni, le contraddizioni, per migliorarlo sulla base di una critica anche severa ma costruttiva, attenta e, soprattutto, di spinte ideali all’altezza dei tempi e della storia”.

Intanto il commissario Pierre Moscovici  è intebvenuto sulle oseervazioni comunitarie alla Manovra del Governo renzi. L’invio delle lettera di chiarimenti all’Italia sul piano di bilancio “non va drammatizzata né minimizzata”, ha affermato. “Non pregiudica il risultato del dialogo” che riflette il fatto che l’Ue ha riscontrato “uno scarto” sull’aggiustamento strutturale di bilancio previsto, rispetto agli obiettivi raccomandati”. “Questa Commissione non considera il bastone e le punizioni la sua filosofia”.