Il cardinale George Pell

La polizia australiana è stata a Roma nei giorni passati per interrogare il cardinale George Pell, prefetto vaticano per l’Economia che rischia l’incriminazione formale nel suo Paese, l’Australia, per abusi sessuali su minori in seguito a due denunce presentate da ex studenti che riguardano fatti accaduti, secondo il loro resoconto, dagli anni ’70 agli anni ’80, quando l’attuale porporato occupava posti di rilievo nelle diocesi di Melbourne.
Pell deve difendersi anche dall’accusa di avere insabbiato presunti abusi compiuti da altri sacerdoti a Ballarat quando Pell era all’inizio della sua carriera episcopale. Sia per queste accuse che per quelle più recenti, il collaboratore di Papa Francesco ha deciso di non avvalersi della immunità diplomatica vaticana e rispondere alla giustizia civile, comparendo, a febbraio scorso, davanti alla Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse (Commissione reale sulle Risposte istituzionali agli Abusi sessuali sui Minori), in collegamento video da Roma, e, ora, come riferisce la polizia di Victoria ripresa dalla stampa australiana, ricevendo gli agenti in Vaticano, e assicurando la sua cooperazione fino alla conclusione delle indagini.