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L’aula di Montecitorio

L’aula della Camera, con 109 voti di scarto, ha approvato la richiesta di rinvio in commissione della proposta di legge del M5S sul dimezzamento degli stipendi dei parlamentari.
Falsa partenza a Montecitorio, dunque, per la seduta sulla proposta grillina. Prima del rinvio non c’era in aula il rappresentante del governo, secondo quanto notato dal presidente di turno Luigi Di Maio, che ha quindi sospeso la seduta pochi minuti dopo il suo inizio. Su proposta della deputata del Pd Cinzia Fontana, la Camera aveva deciso di invertire l’ordine dei lavori per esaminare subito la proposta di legge del M5S per il taglio degli stipendi. Beppe Grillo era arrivato in tribuna a Montecitorio per seguire in prima persona i lavori dell’aula.
“Il Pd ha votato per affossare la nostra proposta di dimezzamento degli stipendi dei parlamentari! #renzinonnasconderti” scrive su Twitter Beppe Grillo.
‘Vergogna, vergogna’: così la piazza M5S ha accolto la notizia del rinvio in commissione del provvedimento. Alessandro Di Battista è uscito da Montecitorio per incontrare i manifestanti: “Siamo indignati da questa gentaglia pronta a intervenire sulla carne viva dei cittadini ma non si taglia nemmeno un euro quando riguarda i loro stipendi”.
Intanto, sugli stipendi dei parlamentari, “l’Italia non guida la classifica Ue”. E’ la Camera a precisare che i dati “inizialmente pubblicati (e poi corretti) non corrispondevano a quelli riportati dal sito della Camera, aggiornati per effetto delle decisioni assunte dall’Ufficio di presidenza nell’ultimo decennio”.