CULLE VUOTE

In Italia non si figlia più. Gli italiani non procreano. Al massimo i figli li fanno gli immigrati che oggi rappresentano circa il 20% dei nuovi nati.
L’Istat certifica un calo della natalità mai regitsrato prima d’ora. Dal primo gennaio al 30 giugno di quest’anno  ci sono state 14.600 nascite in meno rispetto ai primi sei mesi  dell’anno prima. CioП si П avuto un calo mai registrato in epoca recente, del 6%. In numeri assoluti significa 221.500 nuovi nati contro i 236.100 di un anno fa.
E se si proiettano i numeri disponibili per il 2016 su tutto l’anno ci si ferma tra i 450 e i 460mila nuovi italiani. Sono solo stime ma danno l’idea di cosa possa succedere nel giro di un lustro se si continua ad andare avanti di questo passo.
Il 2015 era stato anche l’anno del boom della mortalitИ, con ben 49mila decessi in piЭ rispetto al 2014 (+8,2%). Un aumento mai registrato che i demografi hanno spiegato dicendo che probabilmente freddo, influenza e poi caldo avevano portato al decesso moltissimi anziani fragili. Persone che in condizioni piЭ favorevoli sarebbero vissute un po’ di piЭ. A guardare i dati del primo semestre 2016 la teoria sembrerebbe azzeccata. Si osserva infatti una forte riduzione rispetto all’anno precedente, di ben 24.600 morti, cioП il 7%. I valori tornano cosУ in linea con quelli del 2014, cioП prima del picco, anche se restano un po’ superiori.
Il cosiddetto “saldo naturale”, cioП la differenza tra nati e morti, l’anno scorso aveva toccato il rosso record di 162mila persone perchО i decessi erano stati 647mila. Quest’anno il valore negativo sarИ dovuto piuttosto al calo delle nascite, e potrebbe attestarsi tra i 120 e 130 mila cittadini in meno. Il secondo valore piЭ alto da quando questa voce П finita in rosso, cioП dal 1983.